Mecna – Disco Inverno

Scheda
Rispetto al genere
8.5


Rispetto alla carriera
8.5


Hype
8.5


Voto
8.5

8.5/ 10

di Lorenzo Li Veli

“Questa è la cronaca di un uomo con il sorriso, che canta cronache di uomini e destino […] Funzionerà perchè non faccio rap. Scrivo”. Così si descrive Mecna, giovane rapper originario di San Giovanni Rotondo, in Senza Paracadute, il singolo che precede Disco Inverno, il suo album d’esordio. Significativa e di grande impatto la copertina del disco: ombrelli bagnati, ma non c’é pioggia che cade dall’alto, circondano Mecna, Corrado Grilli all’anagrafe, in un’atmosfera visibilmente melanconica. In uscita il 7 settembre per Macro Beats Records, Disco Inverno sancisce l’esordio nel “mondo dei grandi” per l’artista, dopo una gavetta lunga 7 anni e costellata di cd autoprodotti ed EP in free download.
Disco Inverno è un diario, un calderone di sentimenti, fotografia della vita di un venticinquenne alle prese con gioie e dolori della vita quotidiana: Mecna si trova a suo agio in questo misto di sensazioni, si mette a nudo raccontandosi senza freni o limiti in un filo diretto con l’ascoltatore. Nonostante la giovane età, il rapper dimostra una maturità e una consapevolezza fuori dal comune, dimostrando un’abilità lirica profonda: splendida Grazie Mille, un fittizio dialogo con il genitore, un confronto musicale a senso unico, quasi una lettera di scuse (E non lo so, se quando sarò grande avrò le palle per dirtelo per dirti grazie mille […] A te che non lo sai come sono veramente, perchè non ti ho lasciato mai guardarmi attentamente). Emozioni forti per un disco molto personale: Non sono qui, con il featuring di MadBuddy e Pat Cosmo dei Casino Royale ne è la dimostrazione. Non manca anche una visione un po’ melanconica e disillusa della vita, come la già citata Senza Paracadute. Impossibile non segnalare Kryptonite, in collaborazione con Ghemon, perfetta descrizione della complessità dei rapporti umani e della loro evoluzione, o Fatto così, sulla stessa scia di Kryptonite. Filo conduttore del disco, comunque, è la passione di Mecna per la musica, forza primigenia, una dichiarazione d’amore che ritorna costante nel corso delle sedici tracce che compongono l’album. Non manca una critica al rap game di oggi in Bravo, dove Ghemon regala una frase quanto mai veritiera e forte: “Se iniziassi questa strofa con il solito ‘loro non ci capiscono’, noi siamo il vero hip hop, il loro ci dà il vomito, finirei a fare l’idolo di una parte di popolo, ed è un rischio essere il re di quelli che si compatiscono”, vera sferzata alla scena.
Alla realizzazione dell’album hanno contribuito gli amici di sempre di Mecna: dai compagni di crew, la Blue-Nox Academy. Kiave, Frank Siciliano (nella potente Più o meno), Ghemon (nelle già citate Kryptonite e Bravo) e Hyst (Due Passi), ad Andrea Nardinocchi, nuova e talentuosa voce del soul italiano, fresco di firma con la EMI (La ballata dell’odio e Servirà una scala), Killacat, Bassi Maestro e i primi sodali di Mecna, Nasty & Lustro. I beat, ricercati, eleganti e raffinati, con uno splendido sottofondo soul e funk sono affidati a un affiatato mix di produttori affermati e beatmaker esordienti, ma non per questo meno validi: Andrea Nardinocchi, Fid Mella, Frank Siciliano, Dj Shocca, Macro Marco, Clefco, Dj Dust, Tony Madonia, Cope
Analizzando la discografia di Mecna, ci si accorge che gli anni e la gavetta non l’hanno assolutamente cambiato: originale e onesto, dimostra che, in un rap game in fase di stallo, si possono trovare testi sinceri e veritieri, senza, per questo, doversi ridimensionare fortemente, riuscendo ad arrivare comunque a un pubblico più vasto. Questa la forza di Disco Inverno, attorno cui c’erano grandissime aspettative: ampiamente ripagata l’attesa per un album che ha consacrato definitivamente Mecna.

(07/09/2012)

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Lorenzo Li Veli
Lorenzo Li Veli

Caporedattore e gestore della sezione black music. Studente della magistrale di Ingegneria Energetica @ Politecnico di Torino