Maximo Park – Too Much Information

Scheda
Rispetto al genere
5.5


Rispetto alla carriera
6.0


Hype
6.5


Voto
6.0

6/ 10

di Simone Picchi

maximo_park_js_060612Nuovo album, nuova pelle per i britannici Maximo Park. Band indie rock della prima ora, ha vissuto nei primi anni del Nuovo Millennio il loro miglior momento, a braccetto con i vari Kaiser Chiefs, The Fratellis e Franz Ferdinand.  Il prosieguo della carriera ha visto sgretolarsi, uscita dopo uscita, la speranza di una riconferma qualitativa ai livelli dell’esordio A Certain Trigger. Una minor carica e maggior spazio ai pezzi lenti nel secondo album, la svolta nel 2009 verso un sound vicino agli Smiths e ad un certo tipo di scena new wave britannica, il parziale ritorno agli esordi nel quarto album. Tutti lavori apparentemente diversi da loro ma accomunati da un denominatore comune: la ricerca disperata di un’identità.
Il trittico iniziale non sembra dare una risposta a questa ricerca in quanto l’opener Give, Get, Take strizza l’occhio al secondo album, mentre Brian Cells e Leave This Island sono chiari esempi di synthpop dalle tinte Eighties. La quasi “InterpolianaIs It True? non convince del tutto, I Recognise the Light e la conclusiva When We’re Going non colpiscono nel segno nonostante le premesse. Nel continuo cambio di influenze dell’album trovano spazio le ottime Lydia, the Ink Will Never Dry (quasi un tributo ai R.E.M.), e le due facce dell’indie rock che li aveva consacrati: la ragionata My Bloody Mind e la più nervosa Her Name Was Audre.
Il leader della band Paul Smith non sembra ancora aver capito cosa fare da grande. Dotato di un buon timbro e di liriche interessanti, superiori alla media del genere, continua ad esser imprigionato nella sua macchina. Son passati quasi dieci anni da quell’esordio che ha trasformato tutto il resto in scorie, destino comune di chi esordisce miracolosamente e non riesce a bissare il successo. A mancare non sono le idee, ma una chiara linea da seguire. Per il bene della band è arrivato il momento di staccare un po’ la spina, intraprendere strade diverse per tornare con le idee finalmente chiare. Perché, come suggerisce il titolo del disco, Too Much Information.

(08/02/2014)

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Simone Picchi

Studente di Scienze politiche a Messina, collaboratore recensore/reporter/intervistatore/factotum.