Marnie Stern – Chronicles of Marnia

Scheda
Rispetto al genere
5.5


Rispetto alla carriera
5.5


Hype
5.5


Voto
5.5

5.5/ 10

di Valentina Battini

Forse ci si aspetta sempre qualcosa in più. Questa è la prima impressione che si ha ascoltando Chronicles Of Marnia,quarto album di Marnie Stern. Specialmente se si ha ancora fresco in testa il math-pop originale e sognante di In Advice of broken arms disco d’esordio della newyorkese ex chitarrista dei Motorsoft. Ma non si può sempre dar sfoggio di atipica creatività e a volte si ricicla quanto si è fatto o si sa fare. Ciò non toglie, comunque, che un po’ di delusione sia lecita! Diecitracce poco entusiasmanti, che sembrano l’eco di roba già sentita. Imitazione di sé stessi più che un marchio di fabbrica. E così Chronicles Of Marnia ,che di originale ha forse solo il gioco di parole,si presenta come il tentativo un po’ fallimentare di riproporre un genere ostico e non molto diffuso.
Certo, tecnicamente la precisione matematica dell’asimmetria, tipica del math-rock e le atmosfere dreamy che ammantano l’album gli conferiscono quel tocco sofisticato dal retrogusto grezzo, grazie ad un tapping puro, con accordi dissonanti eppure privi di orpelli o virtuosismi autocelebrativi, come in Immortal oppure in East Side Glory. Ciò non toglie che nonostante la precisione stilistica e l’energia della chitarra a due manici, manchi di sperimentalismo. È privo di quell’aurea vaga e mistica tesa a scandagliare l’insondabile, nonostante la tensione psyck-rock di Nothing is easy o Hell yes o la stessa Chronicles of Marnia sia presente e forse nell’intento della bionda newyorkese.
Manca di slancio, come la sua voce un po’ spenta e snervante tanto da farla sembrare quasi una Gwen Stefani nel ritornello smorfioso di Year of the Glad. Pur mantenendo un fascino seducente, Chronicles of Marnia non affabula, non incanta con le sue cronache noise-pop. Piuttosto lascia sperare che la creatività della Stern, da brutto anatroccolo qual è,  possa trasformarsi in albatros e spiccare finalmente il volo.

(21/04/2013)

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Valentina Battini
Valentina Battini

Studentessa di giurisprudenza all'università di Catania e scrittrice a tempo perso con l'insana tendenza ad intrufolarsi in camerini e backstage. Appassionata di rock,indie e alternative.