Marlene Kuntz – Nella Tua Luce

Scheda
Rispetto al genere
8.0


Rispetto alla carriera
8.0


Hype
8.0


Voto
8.0

8/ 10

di Max Sannella

La fedeltà a se stessi, ovunque porti il vento dell’estetica musicale in quel dato periodo o momento fugace, è una strategia vincente, inossidabile. I Marlene Kuntz lo sanno bene, non hanno mai deluso le aspettative, anzi le hanno ogni volta caricate a pallettoni di poesia distorta e ogni volta hanno fatto centro, non tanto per l’ammaliante velatura che si portano dietro da sempre, ma anche per la celebrazione intensa e fragile del loro essere uomini/musici sopra le traiettorie produttive, o ancor peggio, modaiole.
“Nella Tua Luce” è il nuovo disco della band piemontese, il nuovo gioiello color antrace interamente autoprodotto, un giro di suono e di parole che lasciano a bocca aperta, spalancata, devastata dalla bellezza che sprizza ogni singola traccia, una perlustrazione stratigrafica che visualizza senza mai incensare il presente malefico; da vent’anni sono nel rock, ne hanno bucato le atmosfere giuste e mai come ora distinguono quello che c’è oltre il buio, un disco pieno di citazioni, socialità scottanti e un grido fantastico che viene dal profondo, da un cambiamento talmente profondo che scruta e dilania, accarezza e sputa tutto quello che c’è veramente da ringhiare.

Nono disco di carriera per i Marlene e con ben due anni di lavorazione dietro, un forte presagio di elegante elettricità che si avvertiva al solo pensiero, una cura di arrangiamenti, seduzione e amara dolce violenza che sale in testa e cuore al pari di una effusione inaspettata.
Wilde, il poeta sovietico Osip Mandelstan, il femminicidio, l’oscuro della povertà e il marrone della non fiducia degli altri che gravitano in queste interland aliene, l’irreparabile e gli accadimenti della società in cui ne calpestiamo le ore e i secondi, sono le punteggiature nobili di questo lavoro discografico, le discussioni orali che tratteggiano con chitarre esplosive, passaggi liquidi, ritmiche contraddistinte e poesia al cubo, l’intento primario di sbalordire, fare coscienza e distribuire bellezza da ogni lato uditivo lo si ponga; energia e tormento in una straordinaria gara di forza che nel tremore esistenziale di “Catastrofe”, nelle sincopi serafiche di “Seduzione”, ai bordi della abluzione intima e amara “Adele”, dentro la branchie rarefatte di “Solstizio” o persi nelle nebbie umide della stupenda “La tua giornata magnifica” fra tremare come una vergine al suo primo, distaccato destino.
Godano, Tesio, Bergia e l’amico di sempre Arneodo con Nella Tua Luce, tornano ad inchiostrare un’altra pagina di rock miniato inestimabile, sempre fedele a sé stesso ma con il quid in surplus di spalancare il plesso solare – all’ascolto – in modo da conficcarci dentro una grazia impossibilitata a recedere. Attenzione, capolavoro in progress.

(01/09/2013)

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Max Sannella
Max Sannella

Redattore.Parolaio e giornalista da 20 anni, tra note e distorsori, con l'Umbria come terra e la musica come amante.