Mark Lanegan – Dark Mark Does Christmas

Scheda
Rispetto al genere
8.0


Rispetto alla carriera
6.5


Hype
6.5


Voto
7.0

7/ 10

di Alekos Capelli

Gli album speciali per le festività natalizie, ça va sans dire, generalmente sono solo delle boiate commerciali utili solo a spillare soldi ai già poveri fan di turno. La lista è lunga, e si dipana in tutti i generi, dal pop al metal più o meno estremo, con esiti di alterna natura, dal becero al genuino (due nomi a caso: Sting e Twisted Sister). Fortunatamente è a questa seconda, rara categoria che appartiene l’Ep Dark Mark Does Christmas 2012, dove l’oscuro Mark in questione altri non è che il Lanegan noto ai più dapprima per la sua militanza coi grandi Screaming Trees, nonché come solista e collaboratore di Queens Of The Stone Age, Twilight Singers, Isobel Campbell e Soulsavers. Il disco, attualmente disponibile in formato fisico solo in occasione degli appuntamenti live dell’artista americano, contiene sei interpretazioni di altrettanti canti natalizi, ballate e pastorali della tradizione popolare anglosassone, databili dal rinascimento in avanti. Mark Lanegan è ormai noto per la sua peculiare predilezione per il lato più notturno e intimista del folk-country, e anche in questo caso lo ritroviamo, accompagnato da soli strumenti acustici a corda (chitarra, banjo), in registrazioni dal sapore decisamente domestico e lo-fi, senza che per questo vada perso alcunché, in termini di intelligibilità e intensità. L’opener, The Cherry-Tree Carol, è una dolce ballata, basata sul Vangelo apocrifo dello pseudo-Matteo, perfetta a introdurre l’atmosfera familiare e confidenziale dell’album, di certo non tipicamente natalizia, nell’accezione melensa del termine, quanto piuttosto genuina e bluesy fino al midollo. Stupenda la versione di Oh Holy Night (forse primo pezzo di musica ad essere mai trasmesso via radio), nella quale Lanegan mostra tutta la toccante grazia del suo timbro vocale, probabilmente tra i più armonicamente versatili in circolazione. Così, fra i racconti dell’avvento dei Re Magi (We Three Kings) e della Strage degli Innocenti (Coventry Carol), la limitata durata di Dark Mark Does Christmas 2012 si avvia presto a conclusione, all’insegna di un minimalismo e di un’essenzialità quasi frugale, ma perfettamente coerente col personaggio/artista di Mark Lanegan, di cui questo piccolo dischetto è davvero espressione tanto interessante quanto sincera.

(24/11/2012)

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Alekos Capelli
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