Male Bonding – Endless Now

Scheda
Rispetto al genere
8.0


Rispetto alla carriera
7.0


Hype
7.0


Voto
7.3

7.3/ 10

di Giorgio Albano

Dopo veramente poco tempo i Male Bonding sono nuovamente sotto i riflettori con un nuovo album,infatti non è passato neanche un anno dalla pubblicazione del loro penultimo lavoro,”Nothing Remains”.Questa nuova uscita, comunque, non può che renderci felici; soprattutto se il risultato è questo. Il gruppo ha sempre avuto un sound molto particolare: un trio inglese che suona molto all’americana (l’ etichetta che gli produce è infatti in America),ed una qualche reminescenza punk che si lega con il punk pop americano e il brith -pop inglese. Il risultato è sempre stato molto particolare e potente, sempre con la sensazione di averlo già sentito ma con quella capacità di non farti mai smettere di ascoltarlo. Parlando del nuovo lavoro i miglioramenti sono notevole. Le chitarre e il tiro prepotente rimangono come marchi di fabbrica del gruppo ma i suoni sono meno ruvidi e il disco più aperto al grande pubblico. Inoltre si può notare un lavoro molto più accurato sulla parte melodica, con addirittura l’ inserimento di coretti che davvero non guastano.

  L’ unica vera pecca dell’album è quella di essere molto simile a tanti altri già sentita più volte dalla metà degli anni 90 fino ad oggi. Quello che però era mancato alla maggior parte di questi “tanti altri”, ed anche in parte a “Nothing Remains” , era la capacità di legare in modo equilibrato e corretto queste due componenti. Chitarre e batteria reggono l’album senza però andare ad influenzare o sminuire la melodia. Allo stesso modo le linee melodiche risultano davvero piacevoli ma non smorzano la forza dell’album. Si è trascinati avanti alternativamente dalla batteria sempre presente o dalla melodia orecchiabile senza che nessuna delle due vada a sovrastare l’ altro. Questo rende il disco davvero molto scorrevole e piacevole. Altra pecca è forse la troppa spensieratezza con la quale il gruppo compone. Da alcuni l’ album è stato definito come “un ritorno ai tempi del liceo”e in questo in effetti il gruppo deve lavorare.

Tuttavia già in questo disco si nota una crescita rispetto al precedente, quindi bisogna solo augurarsi che il gruppo continui questa maturazione. Il disco si compone di undici tracce per un totale di circa 36 minuti di musica. Tra le canzoni che spiccano possiamo segnalare la prima traccia “Tame the Sun”; ma anche  “Bones” o la più riflessiva “the Saddle” .Vi lascio proprio con questa, nona traccia dell’ album.

(08/10/2011)

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Giorgio Albano
Giorgio Albano

Redattore.

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