Maine – Forever Halloween

Scheda
Rispetto al genere
6.0


Rispetto alla carriera
7.0


Hype
7.0


Voto
6.7

6.7/ 10

di Max Sannella

L’Arizona dei Maine è assolata, ma contiene entusiasmo e molte chiavi di lettura di certi sogni rock, ed il loro quarto lavoro Forever Halloween è un attivo ricorso a suoni più lineari, a tratti sonnacchiosi ma anche fluidi, come l’incedere delle giornate passate a pensare di andare via, da qualsiasi parte, ma andare via, con poche cose come bagaglio e la testa sgombra di pesi e misure, via senza mai voltarsi indietro.

Hanno sempre riscosso successo nella provincia americana con la loro musica che si tinge – in certi episodi – di pop minuto, una naturalezza garbata che, a dispetto dello scheletro in copertina, non ha nulla  a che vedere con truculenze o strati di brividoni a go-go; è solo per rappresentare quello che emerge dall’uomo se si mette a nudo, al netto di se stesso, ed è inevitabile che le liriche prendano come spunti e carotaggi d’anima di quello che si ha dentro e che non si vuole trasferire fuori. Molte le cifre radiofoniche contenute, molte le graziose sonorità mid-college Take What you can carryLove and drugs, molta però anche la fierezza che cozza per strada con certi fascini strambi di altri originali, tuttavia un disco che gira bene e fa riprendere ancor meglio una giornata iniziata male.

Il vocalist John O’Callaghan & Soci hanno passato quasi una vita (ma sono giovani, intendiamoci) a formulare ep su ep prima di incanalare la strada del riconoscimento; una sana testardaggine e una passione travolgente non li hanno mai fatti flettere dalle intenzioni, e con la pienezza di suono e liriche vogliono ora rimanere in “organico”, vogliono seguitare a elettrizzare quelle parti d’ascolto ancora poco emozionate, e queste garbate orditure (dodici) ce li fanno gustare appieno. Malinconie, fughe, amarezze e sorrisi a trentadue denti si prendono per mano e fanno interi pezzi di strada insieme, il take away punk californiano (P**ked up kidsHappy), le ballate da tramonti infuocati (White wallsKennedy Course) per finire con la delicatezza della titletrack. Il commiato dai Maine è struggente e resterà da vedere cosa succederà quando il profilo della band americana finalmente salirà nei piani ufficiali senza chiedere sconti. Staremo a vedere, appunto,  per ora “sentiamo” e bene.

(11/06/2013)

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Max Sannella
Max Sannella

Redattore.Parolaio e giornalista da 20 anni, tra note e distorsori, con l'Umbria come terra e la musica come amante.