Mac Demarco, “Salad Days”: jizz jazz e chitarre lucenti

di Edoardo D'Amato
 

Dopo “2”, ecco il nuovo disco di quel pazzerello di Mac DeMarco

Se provi a scrivere su google “jizz jazz” comparirà come prima risposta Mac Demarco, e questo basterebbe a renderlo di per sè un idolo indiscutibile. C’è però un dettaglio non da poco che rende tale l’artista canadese: Demarco continua a far uscire dischi meravigliosi. Dopo 2, album che lo aveva posto all’attenzione del mondo indie dall’orecchio più raffinato, ora il polistrumentista che mischia rock, pop e jazz con uno spiccato amore per il glam (basta vedere la copertina dell’esordio Rock ‘N Roll Night Club) pubblica la sua nuova creatura discografica Salad Days. In primo piano, come negli altri due se non di più, la chitarra lustrata a dovere per l’occasione: così Demarco, innamorato di gruppi come Steely Dan e Weezer, ammalia ancora una volta chi lo conosceva già e allo stesso tempo fa innamorare chi per sua sfortuna era all’oscuro dello spazio fra i denti di Edmonton, consolidando uno stile sulla falsariga dei precedenti lavori. Famoso anche per i suoi live che contemplano nudità e atti osceni, in questo Salad Days Demarco smette in alcuni momenti i panni delle scazzato buontempone un po’ sciocchino per indossare quelli del romantico chansonnier (Threat Her Better) o del riflessivo che sogna ad occhi aperti (Brother, il punto più alto del disco). La terza fatica di Mac Demarco dice questo: è nata una stella, che presto brillerà nel panorama indie mondiale.

(07/05/2014)

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Edoardo D'Amato
Edoardo D'Amato

Direttore. Classe 1990, ho visto nascere OUTsiders e ora cresce insieme a me. Collaboro anche presso il network www.fantagazzetta.com.