Lonely Drifter Karen – Poles

Scheda
Rispetto al genere
7.0


Rispetto alla carriera
6.5


Hype
6.0


Voto
6.5

6.5/ 10

di Davide Agazzi

Non si sa bene da quale Polo provenga Tanja Frinta, cantante viennese dei Lonely Drifter Karen, racchiusa nel suo ovattato mondo fiabesco e sognante. E’ una realtà parallela, soffusa tra deliri fatati e nenie angoscianti, sospesa sui fiordi della Svezia, catapultata nei campi della campagna olandese. Ed è da qui che nasce Poles (prodotto da Crammed discs e distribuito in Italia da Materiali Sonori), il terzo incontro tra la voce austriaca della Frinta, il piano maiorchino di Marc Melià Sobrevias e le percussioni italiche di Giorgio Fausto Rossini. Dopo aver cantato della primavera e dei suoi prati negli album precedenti, ora l’obiettivo si innalza al cielo, alle stelle, sognando un universo sconfinato, buio e felice. Si perde per strada il folk degli albori, si fa largo un maggiore utilizzo di basi elettroniche ed il groove che ne esce fuori è quasi stregato, fulmineo. Un lampo tra veloci melodie e antiche suppliche tribali (Eyes Of Wolf), delicati racconti (Dizzy Days) e prepotenti riff dance anni ’80 (Comet). Sulla scia di Bjork ed incastrati nel magico mondo dei Flaming Lips e del dream-pop, i Lonely Drifter Karen volano fino in Cina (Rain in Beijing) per descrivere le note strazianti e cadenzate di Velvet Rope, sempre illuminati da un album che fa della luce il suo soggetto principale. Esaurite le tredici tracce, tutto torna alla normalità, nella cruda e viva quotidianità, ma il magico mondo dei Lonely Drifter Karen è sempre a portata di mano, dentro un albero, sotto un vaso o dentro un semplice compact disc.

(01/03/2012)

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Davide Agazzi
Davide Agazzi

Giornalista pubblicista, scrive per La Repubblica e perde il suo tempo ascoltando dischi che agli altri non piacciono. Appassionato di distorsioni psichedeliche, contaminazioni balcaniche e vecchiume affogato nel whisky.