Locanda delle Fate – Le lucciole mancanti

Scheda
Rispetto al genere
7.5


Rispetto alla carriera
6.5


Hype
7.0


Voto
7.0

7/ 10

di Edoardo D'Amato

Incominciamo dalla storia di Yasushi Tsuruta, un giapponese appassionato del periodo d’oro del progressive rock italiano, ma anche e soprattutto della Locanda delle Fate. Ebbene costui, venuto a sapere della riunione del gruppo, ha preso l’aereo ed ha assistito in prima fila al concerto di Asti, ed è stato così festeggiato da tutti i componenti del gruppo, che lo hanno fatto salire sul palco e lo hanno “premiato” con un loro raro manifesto, autografato sul momento. Questo per dare l’idea della dimensione internazionalistica del genere, ma anche di questo gruppo, che il 17 Luglio 2010 si è esibito ad Asti con la nuova formazione, con al vertice i fondatori Giorgio Gardino alla batteria, Luciano Boero al basso, Oscar Mazzoglio alle tastiere e Leonardo Sasso alla voce. Insieme agli storici componenti degli anni ’70 si sono aggregati Massimo Brignolo alla chitarra solista e Maurizio Muha al pianoforte e minimoog. E da questo appuntamento è nata un’idea che si è concretizzata il 4 Febbraio, con l’uscita del nuovo album della Locanda delle Fate, a trentacinque anni di distanza dall’esordio Forse le lucciole non si amano più. E il 2012 segna quindi il ritorno di questa importante prog rock band con l’album Le lucciole mancanti, dove il gruppo piemontese recupera quei brani finora inediti nella versione studio che non potevano essere inseriti nel prequel del 1977 per motivi tecnici di durata del vinile. Inoltre sono presenti alcune tracce live tratte da un concerto del 1977 al Teatro Alfieri di Asti. Si tratta di un’occasione imperdibile per riassaporare le sonorità e le atmosfere incredibili dell’epoca d’oro di questo genere, e anche in questo lavoro ci sono tutti quegli elementi che caratterizzarono il prog: il disco si apre con Crescendo, dove sembra di sentire quelle atmosfere romantiche proprie dei Genesis, soprattutto quelle di The Cinema Show. Si prosegue con Sequenza Circolare, un pezzo per solo piano di Maurizio Muha. La giostra è forse il vero capolavoro del disco, che si chiude con Non chiudere a chiave le stelle, una riedizione del singolo già presente nell’lp del 1977 con Sasso alla voce. Infine ci sono tre pezzi registrati durante il live ad Asti del 1977, dove c’è posto anche per i dieci minuti di Vendesi saggezza.

(12/03/2012)

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Edoardo D'Amato
Edoardo D'Amato

Direttore. Classe 1990, ho visto nascere OUTsiders e ora cresce insieme a me. Collaboro anche presso il network www.fantagazzetta.com.