Lo stato sociale – Amore ai tempi dell’Ikea

Scheda
Rispetto al genere
7.0


Rispetto alla carriera
7.0


Hype
7.0


Voto
7.0

7/ 10

di Giorgio Albano

Ci siamo: si comincia una recensione su uno dei gruppi più enigmatici e particolari della scena italiana. Cominciamo dalle presentazioni per poi addentrarci  nel complicato discorso “stato sociale”. Il trio proveniente da Bologna è al secondo Ep; “Amore ai tempi dell’Ikea” contiene infatti soltanto quattro tracce. Rispetto al loro primo lavoro il gruppo si è però allargato vedendo gli ingressi di Laura Agnusdei, una polistrumentista, e di Luca Leonelli, un violoncellista. Nonostante gli innesti le peculiarità del gruppo non sono affatto mutate: irriverenza e sarcasmo sono riversati dentro testi in cui si riesce a intravedere tutta la tradizione cantautorale di Bologna. A volte  capita di non capire se il gruppo sia da prendere sul serio o solo come una satira verso ciò che ci circonda. Un esempio lampante è la prima canzone dell’Ep, “Amore ai tempi dell’Ikea”, in cui vengono raccontate le vicende di un ragazzo e una ragazza tenendo come punto di riferimento la passione di lei di costruire scatole di cartone comprate nella famosa multinazionale svedese.

http://www.youtube.com/watch?v=7YPFq2d021U

Cambiamenti rilevanti si possono invece riscontrare nel sound della band. Con l‘aggiunta di due elementi al gruppo ed un po’ di esperienza in più il disco risulta musicalmente molto più completo e maturo. Archi e fiati trovano posto affianco a linee di basso portanti ,chitarre acustiche e synth.

http://www.youtube.com/watch?v=POoBMC6n_yk&feature=related

Seguono altre due tracce, “Brutale” ed “Escapista”. In entrambe  sono presenti sonorità più elettroniche. Il disco subisce così un’evoluzione: si comincia con una traccia lenta ed acustica per passare attraverso “ Anche la Stasi aveva un cuore” ed arrivare a sonorità molto più sostenute e  quasi dance. Il disco non è male, come detto, molto fluido, ma allo stesso tempo vario. Lo stato sociale riesce senza dubbio a trasportarti con leggerezza nel loro mondo fatto di satira e critica. L’unica vera pecca che posso trovare riguarda il genere ed il modo in cui  viene reso dal gruppo: decisamente queste canzoni non sono adatte a tutti. Lo stato sociale cavalca ora l‘onda del successo di cantautori come Dente o Le luci della centrale elettrica ma una volta che tutta questa spinta sarà finita, e con essa tanti pseudo-fan che seguono la moda alternativa del momento, temo che il pubblico a cui Lo stato sociale riuscirà a trasmettere emozioni e contenuti sarà piuttosto ridotto. Tuttavia in questo momento loro sull’onda ci sono e la cavalcano il più possibile come è giusto che sia. In futuro ci sarà semmai il tempo per cambiare. Vi lascio con “Escapista” traccia di chiusura dell’Ep.

http://www.youtube.com/watch?v=pmkzDBRVEmE&feature=related

(03/12/2011)

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Giorgio Albano
Giorgio Albano

Redattore.

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