Little Boots – Nocturnes

Scheda
Rispetto al genere
7.0


Rispetto alla carriera
7.0


Hype
7.0


Voto
7.0

7/ 10

di Redazione

Come suggerisce il titolo stesso, Nocturnes – la nuova fatica di Little Boots – ha come riferimento ed ispirazione la notte. La nostra diva del synth pop made in UK, ci presenta di nuovo un lavoro tutto orientato alla dance-house. Mentre nel debutto Hands si andava molto a favorire la varietà del suono, qui sembra che il focus sia stato invece la sua solidità e l’uniformità. Obiettivamente non deve essere stato facile per Little Boots trovare una nuova identità sonora, quando artisti come Ellie Goulding, La Roux, Robyn, o Lady Gaga hanno proposto soluzioni compositive molto simili e il panorama musicale in questi ultimi tempi si è sempre più velocemente appiattito. Victoria Hesketh in arte Little Boots, in questo Nocturnes, cerca la propria nicchia cercando di farsi più introspettiva e personale. Nonostante Strangers sia un po’ il brano simbolo di questa ricerca musicale, non troviamo solo momenti oscuri in questo album: momenti upbeat sono Beat Beat, quasi una sorella dell’ultimo singolo dei Daft Punk in compagnia di Pharrell, oppure Everynight I Say A Prayer che ricorda la house del periodo Vogue di Madonna e prodotta magistralmente da Andy Butler degli Hercules and Love Affair. O la conclusiva Satellite a cui si può accostare quell’euforia pop presente in Aphrodite di Kylie Minogue. Se con Hands Victoria Hesketh aveva composto un album diretto soprattutto al dancefloor, qui troviamo un’atmosfera da after-party che molti di noi avranno già provato al ritorno dal club dopo un sabato sera di eccessi. Un misto di emozioni, tra stanchezza, soddisfazione e la voglia che la notte non possa mai finire.

(13/05/2013)

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