Lion D – Bring Back The Vibes

Scheda
Rispetto al genere
8.0


Rispetto alla carriera
8.0


Hype
8.0


Voto
8.0

8/ 10

di Daniele De Donno
Ritorna il buon reggae made in italy. Ritorna The Burning Melody. Ritorna ad aprile il talentuoso Lion D con il suo nuovo album dalla sua esplosiva carica caraibica Bring Back The Vibes: una sorta di ritorno alle origini, liricamente e musicalmente parlando, rispetto ai precedenti The Burning Melody e Reap What You Sow (più lo street album Real Somth’g ). L’artista di scuderia Bizzarri (www.bizzarrirecords.com), visto il successo maturato (meritatamente) che lo ha portato in tour sia nel centro Europa che oltreoceano con il “collega” italiano Ras Tewelde e il californiano Jah Sun, si avvale del prezioso supporto del talentuoso producer Leo Bizzarri, della Livity Band e del giovane produttore italiano The Magista che da ormai 3 anni lavora con l’etichetta modenese. Come già si intuisce dal titolo, l’album fuori sulle piattaforme digitali già dal 29 marzo, riunisce sonorità più reggae e meno raggamuffin dei precedenti album, con accenni di un moderno Rub a Dub tipico degli anni 80, sempre supportato dalle liriche in patois, ormai identificato dappertutto come la lingua universale del reggae. Il disco, stupisce sin dal primo ascolto: un Lion più armonico si fa strada tra le bellissime version, per niente computerizzate, che spesso fanno da protagonista nelle singole tracce; una novità sono le version totalmente acustiche come Babylon, No Victim e Thanxgiving dove Lion D, grazie al suo timbro vocale e alle sue liriche conscious, riesce ad emergersi nell’intero panorama e a raggiungere un livello inedito nel territorio italico, quello di artista completo, capace di spaziare sulle varie melodie adattandosi alla perfezione con testi che vanno dall’impegno sociale (predominanti nell’album) ai temi più spensierati come quelli trattati in Weh Dem Fah, forse la più riuscita dell’intero album, che vanta il featuring di Gappy Ranks (sempre più legato al reggae italico dopo la combo con Rankin Lele e Papa Leu della scorsa estate). Ma il reggae-singer inglese di origini caraibiche non è l’unica voce aggiuntiva in Bring back the Vibes: Ras Tewelde torna a collaborare con Lion nella solare Sweet Jamaica, Blacky Grace in I Need Your Love sul You Don’t Care Riddim, già pubblicata a fine 2012, ed infine in una delle tracce dal sapore più raggamuffin dell’intero album Nuh Ramp (inspirata vocalmente alla tune Wa Do Dem di Eeak-A-Mouse) possiamo udire le mordenti liriche del versatile Skarra Mucci.

L’artista italiano, che ancora molti ancora stentano a considerare tale, è già in tour nello stivale per la promozione di questo splendido disco, uscito a soli 4 anni dal suo esordio, 4 anni fatti di dura gavetta, di palchi solcati in tutta Italia e non solo, fatti di collaborazioni con i più importanti cantanti reggae e non solo, fatti di lavoro in ombra (quantomeno qui in Italia) di nomi sicuramente più altisonanti, ma siamo convinti che finalmente sia questo il disco che segna la vera svolta nella vita artistica di David aka Lion D, il cui ruggito sicuramente perdurerà nelle dancehall italiane per molto molto tempo.

(12/04/2013)

Commenta
Daniele De Donno
Daniele De Donno

Collaboratore. D'origini salentine, trapiantato a Torino per studiare Ingegneria Energetica presso il Politecnico. Appassionato di musica Rap e Reggae/Dancehall.