Lindstrøm – Smalhans

Scheda
Rispetto al genere
8.0


Rispetto alla carriera
9.0


Hype
8.0


Voto
8.3

8.3/ 10

di Redazione

Lindstrøm ha deciso di chiamare il suo disco Smalhans (qualcosa simile a Hans il magro, il nome di Lindstrøm) e ogni traccia di questo disco ha preso il nome da un piatto tipico della tradizione norvegese. A prescindere da quale ragione lo abbia portato a questa scelta, il sound di questo lavoro rispecchia del tutto lo spirito di questi ultimi tempi. In un periodo in cui la dance e il pop ispirato agli anni 80 sono ormai una realtà consolidata, ecco arrivare un disco che meglio non poteva racchiudere in sé l’essenza di questo revival. Il DJ norvegese ha voluto abbandonare il sound sperimentale che ha caratterizzato il suo precedente lavoro Six Cups of Rebels ritornando alle origini con un suono pieno, corposo e spensierato che alle volte ricorda perfino i Daft Punk di Discovery; un esempio è Vos-sako-rv che si adatta perfettamente al dancefloor e che nelle sonorità ricorda molto il lavoro del duo francese. Il disco si apre con Rà-àkõ-st, la scelta migliore per entrare da subito nell’anima di questo lavoro caratterizzato da psichedelie anni 70 alla Giorgio Moroder intrecciate ad atmosfere anni 80, con bassi retro e decisi. Quando Lindstrom da’ il via ai suoi sintetizzatori per creare queste melodie irresistibili, è impossibile fermarlo. Le canzoni evolvono e procedono in un crescendo che lascia senza fiato. Questo vale per quasi la maggior parte di questo Smalhans, che in sei tracce e per poco più di mezz’ora riesce a coinvolgere con sonorità ricercate e beat trascinanti. In alcune tracce queste soluzioni musicali possono risultare un po’ ripetitive, come ad esempio in Faar-i-kaal, ma convincono appieno in Va-fle-r. Lindstrøm ha voluto fare riferimento a generi molto distinti tra loro; techno, house e italo disco si uniscono contaminandosi in un sound che da molti critici è stato definito space o cosmic-disco. Categorie e sottogeneri  a parte, è innegabile come Lindstrøm abbia avuto la capacità di trovare il filo conduttore tra tutte queste sonorità, e proprio come un abile cuoco in cucina sia stato in grado di ricombinarne gli ingredienti portanti al fine di creare una miscela esplosiva e dancefloor-ready. Ecco forse il motivo del riferimento al cibo e a tutti quei piatti della cucina norvegese che forse non assaggeremo mai, ma che certamente sono riusciti a saziare a dovere le nostre orecchie.

(11/11/2012)

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