Lento – Anxiety Despair Languish

Scheda
Rispetto al genere
7.5


Rispetto alla carriera
8.0


Hype
7.0


Voto
7.5

7.5/ 10

di Alekos Capelli

Anxiety Despair Languish, una triade di emozioni devastanti e distruttive, profondamente collegate all’inconscio e alla parte più malata che ognuno di noi si porta dentro. Il nuovo lavoro dei Lento, a distanza di un solo anno dall’uscita di “Icon”, si abbevera a questa oscura fonte, riuscendo a sintetizzare e oltrepassare quanto di buono già fatto in precedenza. Il magma strumentale post-core, ribollente e spasmodico, nella sua intensa urgenza espressiva, si concretizza in ben 13 brani, nei quali succede un po’ di tutto, da violenti crescendo iper-saturi a momenti dilatati e meditativi, che danno conto del background vario ed eventuale dei Lento. Nel loro dna musicale fluiscono infatti robuste dosi di Ufomammut (amici e sostenitori di lunga data), Neurosis, Earth e Pelican, tanto per citare alcuni nomi illustri, ma il gruppo romano ci mette certamente molto del suo, nella misura in cui il loro modus componendi riesce a essere personale e distinguibile. E forse è proprio in questo Anxiety Despair Languish che la band raggiunge la summa, la quadratura del loro cerchio artistico, attraverso un sound sempre concentrato e coeso, pieno e bilanciato, che non fa sentir la mancanza di un apparato vocale, ma, al contrario, esalta appieno le performance strumentali di Colella, Loia, Massa e Stecconi, potenti, fantasiose ed incisive. Riffoni sludge dissonanti, break funky, armonie chitarristiche e aperture acustiche convivono nei microsolchi di tracce come Death Must Be The Place, A Necessary Leap e Unyielding / Unwavering, tra i momenti più alti di un disco eterogeneo nelle soluzioni e costante nel tasso qualitativo. Disco ambizioso, completo e ottimamente prodotto da Stecconi e Matteo Spinazzè (Zu), Anxiety Despair Languish (sempre edito dalla teutonica Denovali Records) non solo conferma i Lento come una delle band più importanti/interessanti della scena post tricolore, ma ne aumenta esponenzialmente le capacità di penetrazione nel panorama musicale trasversale contemporaneo, obiettivo non da poco, per chi, come loro, propone un impasto sonoro di non immediata e semplice fruibilità. Ed è proprio questo, in conclusione, il traguardo più significativo raggiunto da Anxiety Despair Languish: far suonare semplice e immediata una musica le cui strutture non lo sono per niente.

Anxiety, Despair, Languish. from Lento on Vimeo.

(26/10/2012)

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Alekos Capelli
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