Lee Ranaldo – Between The Times and The Tides

Scheda
Rispetto al genere
7.0


Rispetto alla carriera
6.5


Hype
6.8


Voto
6.8

6.8/ 10

di Lorenzo Modica

‘Experimental folksinger‘, con queste parole Lee Ranaldo, super chitarrista dei Sonic Youth nonchè uno dei 100 chitarristi di tutti i tempi secondo Rolling Stones, si è espresso per raccontare lo stato d’animo che l’ha portato a comporre il suo ultimo lavoro musicale.
Musicale perchè da sempre oltre a suonare con la band con cui ha conosciuto il successo, ha pubblicato libri e poesie.
Questa sua passione legata all’arte c’è sempre stata sin dal suo primo gruppo, il quale nome era legato ad una corrente artistica dadaista Fluxus, ma anche alla conoscenza con l’artista Glenn Branca, compositore di avanguardia.
Between the times and the tides è un album che non va a pescare nel passato, anzi è supermoderno.
La voce più pop che rock di Lee, che è già un ottimo 60enne, è l’ultima cosa che ti aspetti di sentire eppure, completa un sound molto avvolgente soprattutto grazie all’unica cosa che nei Sonic Youth ha sempre valorizzato: gli effetti di chitarra.
L’inizio del disco, Waiting on a dream, è una una canzone spiazzante quanto una delle più belle a causa di un misto di velocità di batteria con la psichedelia data dall’organo e la chitarra. Simile, solo nella psichedelia, è anche Shouts.
Il pop esce nella maggior parte delle canzoni dell’album: Lost, Angels e Off the wall, e se pensiamo un attimo ad altri artisti che abbinano questi due elementi, rock e pop, e di successi ne hanno avuti all’infinito, pensiamo solo alla band di Michael Stipe, i R.E.M.. Ne esce una facile similitudine, seppur le canzoni sono degnamente ascoltabili.
Il vero Lee e la sua chitarra li ritroviamo nel brano Fire Island, assoli in quantità e di qualità e ritmi di altri tempi.

Durante un’intervista ha coniato quel termine che tanto sembra adatto a lui e al suo album, forse perchè inaspettato, forse perchè suonare anni con corde di chitarra accordate non in modo ‘standard’ sono troppi, o forse solamente perchè un uomo maturo ha preso una chitarra e una penna in mano.

(29/03/2012)

Commenta
Lorenzo Modica
Lorenzo Modica

Redattore. Scrive sul webzine OUTsiders dal 2011, frequenta la facoltà di Lingue e Letterature Straniere presso l'Università di Studi di Torino. Appassionato di rock, indie rock, e sottogeneri. Contatti: owomoyela90@gmail.com