K’Naan – More Beautiful Than Silence

Scheda
Rispetto al genere
8.0


Rispetto alla carriera
8.0


Hype
7.0


Voto
7.7

7.7/ 10

di Lorenzo Li Veli

K’Naan è una mosca bianca nel rap game, una vera anomalia. Mentre molti artisti idolatrano vecchi gangster del passato come Pablo Noriega e Larry Hoover (ogni riferimento a Rick Ross è fortemente voluto), K’Naan, rapper somalo trapiantato in Canada, esporta un messaggio di pace e fratellanza, volto al bene comune. Invece che vantarsi di quante macchine abbia in garage o di quante donne transitino per le sue lenzuola, l’artista africano pone l’accento su questioni più importanti, come la guerra che da oltre un decennio sta uccidendo la sua terra natale, la Somalia. Balzato agli onori della cronaca internazionale nel 2010 con Wavin’ flags, diventata colonna sonora ufficiale dei mondiali di calcio in Sud Africa, K’Naan sfrutta l’improvvisa popolarità per porre luce su questo sanguinoso conflitto, ingiustamente dimenticato. Per questo motivo, si è lanciato anche in attività benefiche che hanno come fine il sostentamento dei bambini somali, vere vittime innocenti di una guerra che non sembra vedere una fine.
More beautiful than silence, suo ultimo ep, è una delle uscite più originali e sincere dell’ultimo periodo. Nonostante ognuna delle cinque tracce sia completamente differente dalla precedente, il messaggio che il cantante vuole lanciare non viene mai disperso, anzi, risulta il collante principale del lavoro. Si parte subito forte con la collaborazione tutta candese K’Naan e Nelly Furtado in Is anybody out there?, la più propensa a ottenere un successo commerciale. La canzone descrive una serie di storie tristi, dalla depressione di Mary alla tossicodipendenza di Adam: perfetto storytelling ad effetto. Si continua con un altro duetto, questa volta con il rapper newyorchese Nas: un perfetto esercizio di stile. I due accompagnano l’ascoltatore in un viaggio attraverso i luoghi della loro difficile infanzia: tra i pirati in Somalia per K’Naan, il Queensbridge per Nasir Jones. Miglior canzone dell’ep. Le sonorità si fanno più melanconiche e raccolte nella traccia omonima, dove K’Naan si apre al pubblico in una canzone decisamente introspettiva. In Better, la campionatura di Lost dei Coldplay è la ciliegina sulla torta di una traccia piena di buoni propositi e positiva, ennesima dimostrazione dell’anomalia che K’Naan rappresenta. Gran finale con Coming to America, che campiona la musica della scena iniziale dell’omonimo film con Eddie Murphy (in Italia conosciuto come Il principe cerca moglie), forse la più cupa del cd, situazione che stride con la base più festosa. Nonostante la negatività manifestata in tutto il testo, però, la traccia si chiude con una speranza per un mondo migliore, una luce in fondo a un tunnel troppo buio.
K’Naan dà un’ulteriore prova della sua capacità lirica, un grande cantautore che farà sicuramente strada nella musica. Grazie a questo ep, cresce smisuratamente l’attesa per il suo prossimo progetto ufficiale. Si spera che il suo messaggio di pace raggiunga, definitivamente, più orecchie possibili.

 

(10/02/2012)

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Lorenzo Li Veli
Lorenzo Li Veli

Caporedattore e gestore della sezione black music. Studente della magistrale di Ingegneria Energetica @ Politecnico di Torino