Kiss – Monster

Scheda
Rispetto al genere
8.0


Rispetto alla carriera
7.5


Hype
8.0


Voto
7.8

7.8/ 10

di Lorenzo Modica

”E’ il miglior album che abbiamo mai registrato”. Più facile a dirsi che a farsi, anche perché è una frase che almeno il 90% delle band tende a dire, presentando un nuovo lavoro. In questo caso sono i Kiss a dirlo, e riesce difficile contrastare l’affermazione se si pensa all’introduzione di ogni loro concerto, che recita:« You wanted the best! You’ve got the best! The hottest band in the world… KISS! ».
Hell or Hallelujah è il brano di apertura del nuovo album intitolato Monster,  in rotazione da luglio in tutte la radio mondiali. Chi conosce i Kiss può subito sentire una rispolverata del 1977, anno nella quale la band suonava I stole your love:  il riff iniziale è simile, ma anche se può essere considerato una reminiscenza del passato, Hell or hallelujah è pur sempre una bomba che fa venire i brividi.
20esimo album in studio per la band americana, pioniera degli effetti speciali da palcoscenico, tanto da non avere mai ricavato profitti durante i primi anni della carriera, poiché venivano tutti spesi in fuochi d’artificio, fumi, e giochi di luci da utilizzare durante lo show.
Ci sono band che cambiano il percorso delle cose, e i Kiss sono proprio una di quelle. Pionieri nel modo di esibirsi, hanno dato seguito ai grandi live-show, e pionieri anche nel modo di vestirsi, dando ispirazione a tante successive band heavy-metal.
Paul Stanley, il figlio delle stelle nella sua maschera, mantiene la sua voce intatta continuando a portarla ovunque lui voglia; altro elemento portante di questa band è il batterista Eric Singer (l’uomo gatto): nonostante sia un Kiss che dal 1991 va e viene.
Ii Kiss hanno esagerato in tutti i sensi per l’esecuzione di questo disco, per esempio adottando un’ampia orchestra sinfonica e un coro gospel, come sentiamo all’inizio del brano Eat your heart out, in cui Tommy Thayer (l’uomo dello spazio) entra con un giro fantastico e in seguito si esalta in uno splendido assolo. E’ uno dei brani più belli del disco, in cui anche Gene Simmons (Il demone) mantiene una linea di basso notevole.
I brani verso la fine del disco iniziano ad infervorarsi, Tommy Thayer scorda di essere un rimpiazzo del primo chitarrista della band ed esagera in ogni maniera possibile, dal brano The devil is me sino a Take me down below.
Inoltre ai Kiss sovviene nuovamente di essere anche una band semplicemente rock’n’roll, e non solo hard-rock pesante, così piazzano All for the love of Rock’n’Roll, brano più dolce ma con un buon tiro.
Smaglianti, eccezionali, non sbagliano un colpo; melodici dove devono esserlo e hard-rock senza sforare. Una miscela unica e quanto mai corretta nelle dosi che si trascina a meraviglia da quasi 30 anni. Monster per la band statunitense è un altro successo da mettere in vetrina.

(15/10/2012)

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Lorenzo Modica
Lorenzo Modica

Redattore. Scrive sul webzine OUTsiders dal 2011, frequenta la facoltà di Lingue e Letterature Straniere presso l'Università di Studi di Torino. Appassionato di rock, indie rock, e sottogeneri. Contatti: owomoyela90@gmail.com