Keane – Strangeland

Pubblicato il 2012/05/02 da
Scheda
Rispetto al genere
6.5


Rispetto alla carriera
6.5


Hype
7.0


Voto
6.7

6.7/ 10

Lo trovi su
di Mar. Val.
recensione

Il profondo anonimato, la fama mondiale con l’album “Hopes and Fears”, il momento buio in clinica (Il frontman della band, Tom Chaplin, si ricovera per disintossicarsi da alcol e droga), la ripresa e la rinascita.  I padrini del piano – rock, dopo quattro anni da “Perfect Symmetry”, tornano con Strangeland (disponibile dal 7 maggio), il loro modo per effigiare una metamorfosi mai del tutto avvenuta. Così, il gruppo brit pop, più volte sminuito dal confronto con i Coldplay, si propone di ripetere il grande successo dei dischi precedenti e di toccare la vetta delle classifiche d’oltremanica.

I Keane nel nuovo lavoro si affidano a un sound figlio dell’indissolubile binomio fra ritornelli difficili da dimenticare e tanta melodia (ne è testimonianza Silenced By The Night, seconda traccia del disco, in cui l’elettronica tiene il passo, ma è, comunque, il pianoforte a farla da padrone). Nonostante questo gli arrangiamenti dell’album non riescono a lasciare il segno. Anche i testi non sono da meno: da buona parte delle canzoni trasuda un’accorata nostalgia verso i  tempi passati (Watch All You Go, Although Sovereign Light Cafe  e On The Road), che, però, viene descritta in maniera un po’ troppo banale.
In questo disco di nuovo non troviamo nulla (o quasi): tante sono le sonorità prese in prestito e ripulite dai difetti del tempo, prime fra tutte quelle utilizzate in Black Rain, pezzo che si avvicina molto ai canoni dei Radiohead.

In sintesi, Strangeland è un album che si mantiene in equilibrio: il classico senza infamia e senza lode.


Commenta
Mar. Val.
Mar. Val.

Redattore. Studente di Sociologia all'Università di Torino. Contatti: marcovalzano@outsidersmusica.it

More in Pop (30 of 30 articles)