Kasabian – Velociraptor

Scheda
Rispetto al genere
7.0


Rispetto alla carriera
6.0


Hype
6.0


Voto
6.3

6.3/ 10

di Giorgio Albano

Gli avevamo lasciati qualche anno fa, precisamente nel 2009 , con “West Ryder Pauper Lunatic Asylum” ; ora i Kasabian sono ufficialmente tornati. Il nuovo disco, intitolato “Velociraptor”, vedrà ufficialmente la luce il 19 Settembre prossimo, ma già da oggi si possono ascoltare gratuitamente i nuovi pezzi dalla pagina Soundcloud della band. (inutile dirvi che ora vi linko la pagina) http://soundcloud.com/kasabian/sets/velociraptor/s-5O7Co

Il disco contiene 12 tracce e si distacca un po’ dai precedenti. Certo il loro suond fatto anche di coretti e rimandi a gruppi storici come gli Oasis è presente e riconoscibile ma in questo lavoro si nota la voglia di sperimentare del gruppo. Già ascoltando le tracce tra di loro si possono notare le differenze, differenze che fanno quasi dubitare che sia lo stesso gruppo a comporre tutte le tracce. Si passa da una ballata acustica come “Goodbye kiss” ad un pezzo elettronico come  “I Hear Voices”. Come potete immaginare le influenze che si possono percepire sono innumerevoli: da trombe stile Ennio Morricone a una elettronica anni ‘70/’80 che ricorda i Kraftwerk .In effetti forse è proprio questo il più grande pregio del disco: riuscire ad essere vario senza però risultare disomogeneo. Si passa da pezzi di vero brith pop a tracce indie-rock in pochi attimi, tutto condito da un pizzico di elettronica classica del gruppo.

http://youtu.be/bZkikLwDKqY

Riprendendo il discorso dell’omogeneità complessiva dell’album i Kasabian sono riusciti in una cosa particolarmente singolare. Se si analizzano le canzoni una ad una e con attenzione i cambiamenti di stile sembreranno troppo forti, e il disco troppo vario e dispersivo. Però se si lascia suonare il cd senza volerlo analizzare troppo si riesce a scorgere un filo conduttore presente dalla prima all’ultima traccia, filo intangibile e difficile da spiegare ma effettivamente presente.Il disco in questo modo risulta scorrevole e piacevole. L’unica vera critica da fare al cd è l’ assenza di una vera e propria traccia di spicco. Non è presente una Hit capace di far balzare il disco in vetta alla classifiche come poteva essere “LSF”  per il loro primo (omonimo)  album. Nonostante tutto, se amate il genere, merita decisamente di essere ascoltato. ( Disco ottimo per i viaggi in auto, anche se detto così risulta decisamente riduttivo). Vi lascio con “I Hear Voices” settima traccia del disco.

http://youtu.be/uuKwhekXlsc

(17/09/2011)

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Giorgio Albano
Giorgio Albano

Redattore.

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