Justice – Audio, video, disco
Dopo quattro anni ritornano i Justice, duo elettronico parigino, che ha per simbolo una croce monolitica. Gaspard Augé e Xavier de Rosnay si fanno attendere per quattro lunghi anni, infatti era il 2007 quando uscì il loro primo album intitolato “ † “il quale li proiettò dritti nell’ olimpo dell’ elettronica che conta, accanto a mostri sacri come i vicini di casa Daft Punk.
Les garçons in questo album si divertono a riproporre sonorità spiccatamente anni 70′, prendendo spunto dai riff dei Led zeppelin e dalle armonie degli Who. Poco importa se a volte alcune canzoni richiamino eccessivamente dei passaggi di brani molto famosi; la miscela potente di electro-rock è tutt’ altro che scontata e non manca mai di colpi ad effetto.
Il primo brano “Horsepower” è molto dark; si snoda tra sonorità tenebrose e solenni, richiamando atmosfere da monster-movie, insomma un ‘ incipit “spaventoso”. “Civilization”, resa molto celebre da uno spot Adidas, è sicuramente il pezzo più commerciale dell’ album,ma da un singolo ci si aspetta sicuramente di più e non lascia il segno. In “Ohio” , il vocalist Vincent Vendetta diverte cantando in armonia multi traccia i nomi degli stati americani, finchè a metà pezzo entra in gioco un riff vagamente psichedelico in perfetto stile Daft Punk. Stupice molto l’ intro barocca di “Canon”: le note sembrano suonate da un menestrello di corte in quel di Chateaux Vincennes. Per il resto è una canzone che presenta degli intrecci di chitarra prog e cavalcate epiche. Il labirinto sonoro propostoci in “Brianvision” lascia spazio ad un angosciante trip lisergico che si interrompe bruscamente come se tutto fosse stato un incubo terribile. “Newlands” è Rock. Qui il duo transalpino cerca di riproporre lo stile dei loro beniamini: Tastiere e cori prese dagli Who, melodie Yes e riff alla Led Zeppelin. Gran pezzo.
L’ apoteosi è proprio “Audio, video, disco” ultimo brano dell’ album, forse il più “moderno” dell’ intero lavoro; sintesi perfetta di tutti i generi che sono presenti nel disco, il quale ci mostra come una buona ed intensa alchimia di mondi musicali differenti è sempre molto affascinante.



















