Jungle Rot – Terror Regime

Scheda
Rispetto al genere
4.5


Rispetto alla carriera
5.0


Hype
5.5


Voto
5.0

5/ 10

di Alekos Capelli

Nuova fatica per i Jungle Rot, ormai dei veterani della scena death a stelle e strisce. Il quartetto del Wisconsin, fedele alla sua tipica ortodossia metallica, non smuove di un millimetro i contorni del proprio sound, come sempre ancorato ai dettami di un belligerante mix di riffoni thrash e brutalità old school death , che riesce a risultare interessante solo nelle (poche) occasioni in cui considerevoli dosi di groove rendono dinamico l’altrimenti monolitico impasto sonoro. Ottime in questo senso Ruthless Omnipotence e Pronounced Dead, che cercano di riscattare la mediocre ripetitività di fondo che la fa da padrone in gran parte dell’album.

Terror Regime soffre infatti di un’ingenua banalità, sia concettuale che strumentale, del tutto gratuita e fuori tempo massimo (cfr. copertina), che forse poteva risultare accettabile nei ruggenti anni ’80, epoca d’oro del kitch e di ogni eccesso, anche musicale, ma che oggi, soprattutto per una band che calca le scene dal 1994, risulta infantile e ripetitiva (Utter Chaos, Blind Devotion), ed è davvero un peccato, perche il bagaglio tecnico e l’esperienza specifica certo non difettano a Dave Matrise (vocalist e unico membro fondatore rimasto) e compagni.

Purtroppo sembrano irrimediabilmente lontani i relativi fasti del debutto Slaughter The Weak (1997), che lasciava intravedere qualche interessante guizzo di talento, tramutatisi nel tempo in opache composizioni stile catena di montaggio del metal. Stando così le cose, è probabile che i Jungle Rot si debbano accontentare di occupare il loro solito posto nel nutrito e abbastanza anonimo sottobosco death, ambiente nel quale anche una mezzoretta di monotonia in doppia cassa, come quella contenuta in Terror Regime, è accolta con sufficiente favore.

(22/03/2013)

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Alekos Capelli
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