JuJu – In Trance

Scheda
Rispetto al genere
8.5


Rispetto alla carriera
8.0


Hype
8.0


Voto
8.2

8.2/ 10

di Davide Agazzi

I Led Zeppelin hanno comprato casa in Gambia? O forse la chitarra di Justin Adams e le sonorità africane di Juldeh Camara si sono incontrate di nuovo? Pare sia la seconda l’ipotesi più affermata, anche se, a dirla tutta, l’appellativo di Led Zeppelin del continente nero non è così sbagliato. “In Trance” è la quarta creazione di questo singolare duetto, un gran bel lavoro, intenso, pieno di musica. Camara ed il suo inseparabile ritti, una sorta di antenato monocorda del violino, raccontano i suoni e le vite di un’Africa sempre divisa dalle lotte di potere, dalle guerre delle tante etnie. Justin Adams può essere ritenuto uno dei maggiori esponenti della World Music contemporanea, anche se parlare di “musica dal mondo” è sempre soggettivo. Cresciuto in Egitto, affascinato dal deserto, uno dei paesaggi più rock di sempre, è diventato fedele spalla e collaboratore di Robert Plant. Prima dei JuJu, Adams produce i Tinariwen, ad oggi riconosciuti come veri e propri pionieri del blues-rock dal cuore nero. Diventati un quartetto, in occasione di “In Trance”, grazie all’aggiunta del batterista Dave Smith, grande firma del jazz londinese e del bassista Billy Fuller, si candidano facilmente come una delle migliori produzioni etniche dell’anno. Rispetto ai lavori precedenti, questo disco è molto più rock ed occidentale dei precedenti. Sette brani, che iniziano con la scoppiettante passeggiata notturna di “Nightwalk” e culminano nei ritmi tribali di “Djanfa Moja“. La scoperta del continente africano procede lentamente conl’ascolto del cd, traccia dopo traccia. Il profondo Sahara dei Tuareg viene puntualmente servito sulle sei corde di Adams, fino alle note più rilassate e quasi reggae di “Halanam”. Il nome, JuJu, è un facile gioco di parole che affianca le iniziali dei nomi dei due artisti. Un semplice accostamento di lettere, che mette a confronto due realtà e due mondi diversi, e che interroga i grandi amanti della musica. E’ questo il futuro del rock?

(22/09/2011)

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Davide Agazzi
Davide Agazzi

Giornalista pubblicista, scrive per La Repubblica e perde il suo tempo ascoltando dischi che agli altri non piacciono. Appassionato di distorsioni psichedeliche, contaminazioni balcaniche e vecchiume affogato nel whisky.

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