[REVIEW] Johnny Fishborn – Windmill girl

Scheda
Rispetto al genere
8.0


Rispetto alla carriera
9.0


Hype
7.0


Voto
8.0

8/ 10

di Lorenzo Giannetti

ssssssssss

Sorry I’m a dreamer, in a wrong present, do I step outside the flame?

Johnny Fishborn – nome d’arte del siciliano Gionatan Scali – condivide con Colapesce qualcosa di più della regione d’origine: nonostante il primo rinunci alla lingua madre in favore d’un trasognato songwriting inglese, i due cantautori isolani sembrano osservare il “meraviglioso declino” del mondo dalla stessa prospettiva, con l’animo in balìa delle onde e un piglio intimista dal sapore agrodolce. È comunque una terra di (fuochi) opposti quella all’orizzonte: ormai praticamente torinese d’adozione, affinata la propria poetica lungo il suo peregrinare per il Vecchio Continente (“Windmill girl” è figlio d’Olanda), Fishborn si muove con disinvoltura tra luci e ombre, pioggia e sole, estate e autunno. Slancio romantico e accigliata rassegnazione.
Ecco allora che il tono crepuscolare da chansonnier si infiamma con naturalezza disarmante in vampe psichedeliche da lasciare senza fiato. Il falò da spiaggia (deturpata) dell’incipit quasi Pavement (“From the sky”) mette subito in chiaro che ci troviamo davanti ad un cantautore che non ha paura di “sporcarsi” col rumore dei 90’s (Pixies, Yo la tengo e soprattutto i murmurs bucolici dei R.E.M. sono mantra interiorizzati) e alla stessa maniera non teme il confronto con la paranoia modern(ist)a di Thom Yorke (vedi il pathos claudicante della title track) o le inaspettate esplosioni bluesy alla maniera dei Verdena in “Flash Kisses”. Non a caso, c’è lo zampino di Omid Jazi – polistrumentista e quarto Verdena durante il tour di “WOW”  – nella raffinata produzione e nell’eclettismo degli arrangiamenti del disco. L’elegia agreste di “Sun salva doors” e la melanconìa quasi-prog del delicato e delizioso singolo “The man without the bread” sono il preludio della pioggia catartica di “Midnight rain”, un’onirica e (di)storta ballata che prende fuoco in un crescendo (addirittura) à la Muse. C’è  (ovviamente) tempo per l’amarcord con gli spettri del passato: da un lato un rasserenato (per quanto possibile) Syd Barrett, dall’altro un combattivo (nella sua introspezione) Nick Drake.
Pop distillato con alambicco di diamante – diamante pazzo – insomma. Ispirato e a tratti magnifico, “Windmill girl” (uscito per Hot Studio e W//M Records) ci ricorda semplicemente che qualcuno “ha ancora voglia di guardare al mare e alla luna”. Non è poco.

(13/02/2014)

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Lorenzo Giannetti
Lorenzo Giannetti

Direttore di OUTsiders. Classe 1990. Scrivo anche per Zero.eu, Impatto Sonoro e Rocklab.