Jex Thoth – Blood Moon Rise

Scheda
Rispetto al genere
8.0


Rispetto alla carriera
7.0


Hype
7.5


Voto
7.5

7.5/ 10

di Alekos Capelli

4921

Gli americani Jex Thoth fanno parte, assieme a Blood Ceremony e The Devil’s Blood (purtroppo scioltisi poco tempo fa), di quella sacra trimurti artefice del revival vintage occult rock al femminile, che ha riportato indietro le lancette del tempo, fino a quei sempre più mitologici quanto lisergici anni ’70 (un nome su tutti: Coven). La band del Wisconsin non delude le aspettative e possiamo dire da subito che Blood Moon Rise è un disco che gira alla grande, limando alcuni spigoli e asperità ancora presenti sull’album omonimo del 2008, in favore di un song-writing più lineare e immediato, sebbene mai banale, ma anzi sempre immaginifico, allegorico e ricco di diversi livelli di lettura, proprio come il suo iconico artwork.

Dei tre prime-movers citati in precedenza Jex Thoth è sempre stata la realtà più genuinamente psichedelica e acida, rispetto alle derive metalliche di The Devil’s Blood e folkeggianti dei Blood Ceremony. Come già sul debutto, anche il nuovo Blood Moon Rise non fa eccezione a questo diktat compositivo e interpretativo, riproponendo in egual misura lisergici passaggi melodici, dal sicuro impatto emotivo (The Places You Walk, Keep Your Weeds) ed epiche cavalcate chitarristiche (Matt Jacobs e Brandon Newhouse), sabbathiane quanto basta a circondare tutto il disco dell’opportuno alone ombroso e misterioso, caratteristico dell’occult rock.Tutti i brani sono stati composti e arrangiati da Jessica Bowen (in arte Jex Thoth), che, al pari della sua collega Alia O’Brien (BC), si conferma artista capace e polivalente, oltre che ugola perfettamente adatta al ruolo affabulatorio affascinante che le spetta di diritto. Blood Moon Rise mostra nuovamente le potenzialità e l’opportunità del buon vintage rock, nelle occasioni in cui viene interpretato con genuina passione e talento in parti uguali, gli unici due ingredienti fondamentali per la pozione magica che ribolle nel calderone della fattucchiera Jex Thoth.

(18/06/2013)

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Alekos Capelli
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