Jessy Lanza – Pull My Hair Beck

Scheda
Rispetto al genere
7.5


Rispetto alla carriera
7.5


Hype
8.0


Voto
7.7

7.7/ 10

di Giorgio Albano

jessy-lanza

Questa storia comincia sulle sponde dell’lago Ontario, precisamente nella città canadese di Hamilton; e sentendo già solo le prime note di questo album non si fa affatto fatica a crederlo. Jessy, artista ancora sconosciuta con parecchio talento, incontra Junior Boys, membro dei Jeremy Greenspan, che la mette subito in contatto con la casa discografica londinese Hyperdub (che può vantare artisti come Burial, DVA e Flying Lotus oltre a Kode 9). Da questo incontro nasce il disco d’esordio di Jessy: Pull My Hair Beck. Definito da molti come electro R’n‘B glaciale, risulta subito chiaro come il sound della giovane cantante canadese tragga davvero tanto dal luogo in cui è cresciuta. Influenze indie stile Grimes (anche lei canadese) o XX, tra cui synth e voce molto acuta e quasi fatata ad esempio in “Fuck Diamond”, si mischiano perfettamente ad una tendenza R’n‘B e a ritmi piuttosto ricercati che la avvicinano nel complesso in alcuni momenti a James Blake, vedasi “5785021”. In generale tutte le tracce risultano comunque fredde e vagamente distaccate (sensazione simile a quella che si prova ascoltando Lana del Rey), candidandosi ad essere delle perfette colonne sonore per descrivere il paesaggio del Canada d’inverno: tranquillo e coperto di neve. Neanche Jessy si sottrae alla tentazione di seguire la tendenza dominante del 2013: le influenze anni 80. Tra le canzoni da segnalare ci sono sicuramente “Katy Lee”, singolo di lancio del disco, e “Pull my hair beck”. In definitiva il disco è piacevole e davvero molto originale, tuttavia in alcuni punti risulta tal volta un po’ vuoto. In alcune parti il ritmo, che si crea con loop di batteria davvero molto ricercati ed azzeccati, cala lasciando la canzone un po’ spoglia. Nota di merito doverosa invece per la voce di Jessy che è davvero molto ben impostata. Tutti i brani sono curati molto bene con un’attenzione quasi maniacale che li rende tutti molto più che piacevoli, quindi i complimenti per il disco si estendono anche alla Hyperdub.

 

(28/12/2013)

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Giorgio Albano
Giorgio Albano

Redattore.