Jeff Lorber Fusion – Galaxy

Scheda
Rispetto al genere
9.0


Rispetto alla carriera
9.0


Hype
9.0


Voto
9.0

9/ 10

di Mario Cascino

Come orientarsi nel vastissimo universo jazz contemporaneo senza andare a finire nei buchi neri del virtuosismo fine a se stesso e nelle trappole mortali di abusatissimi cliché?

Il compositore e tastierista Jeff Lorber torna a rivisitare dopo tanti anni un sound – quello della jazz-fusion music – che lui stesso ha contribuito a far nascere: e mentre tanti musicisti della fusion era ormai stanno abbandonando le sonorità elettroniche per quelle acustiche Lorber raddoppia il successo del 2010 di Now is the time, che ha anche ricevuto una nomination ai Grammy, con Galaxy.
11 tracce strumentali, a differenza del disco precedente ricco di tracce vocali, che vedono coinvolte hit del passato a partire dal 1978 – tra cui le richiestissime Wizar Island  e The Underground –  così come composizioni originali scritte a quattro mani con il maestro del groove Jimmy Haslip – già più che noto come bassista degli Yellowjackets –  per una line-up tanto variabile quanto impressionante (anche se è fondamentalmente la stessa del disco precedente): Michael Thompson, Andre Theander, Paul Jackson Jr. e Larry Koonse alle chitarre, un mistico Vinnie Colaiuta e Dave Weckl alla batteria, Lenny Castro alle percussioni, Eric Marienthal ai sax (alto soprano e tenore), Dave Mann ai corni e Randy Brecker alla tromba. Non a caso il disco è stato pubblicato a Gennaio da Heads Up International – label che fa parte della Concord – sotto il nome del gruppo JLF e non come un lavoro solista di Lorber: si tratta di musicisti niente affatto imbarazzati delle proprie origini fusion che riscrivono e riaffermano uno stile che ha ancora molto da dire, soprattutto ora che il parente più stretto e stereotipato della fusion, lo smooth jazz, sta un po’ uscendo di scena.

Questo è un disco molto interessante perché estremamente raffinato e curato sotto ogni aspetto: gli arrangiamenti e i solo sono di chiaro stampo jazzistico e richiedono molta abilità esecutiva e interpretativa come è giusto aspettarsi dal jazz di qualità, le strutture semplici e le melodie conservano l’aspetto migliore del pop, e i groove e il ritmo di tutto il disco sono travolgenti e intuitivi, complessi da scrivere ed eseguire ma così semplici per l’orecchio dell’ascoltatore, così spontanei. I pezzi che più si fanno notare sono forse la opening track Live Wire, sette minuti di riff spiraliformi e ritmi funk, e una ricca e divertente versione di Wizard Island, chiaramente pensata per far sbizzarrire i musicisti nelle jam dal vivo. A questo disco non manca davvero nulla per essere un capolavoro, tanto più che sembra essere anche un pizzico più coeso e deciso di Now is the time: è impossibile rimanerne delusi, anche se in fondo per l’orecchio esperto non racconta nulla di davvero nuovo o sconvolgente.
Una piccola nota tecnica: la maggior parte del missaggio di questo disco è stata fatta all’ Electric Ladyland Studio (NY City) da un certo Michael Brauer. Per chi non lo sapesse stiamo parlando di uno dei più rispettati sound engineer sul mercato, che può vantare tra i suoi credits dai Rolling Stons  a Bob Dylan passando per Paul McCartney e i Coldplay, noto soprattutto per il modo peculiare in cui usa i compressori sui bus group, tanto che ormai “brauerize the mix” è diventata un’espressione comune nel lessico di quegli strani esseri che sono i fonici da studio: in pratica è uno dei pochi in grado di far sembrare una gamma dinamica di 3 dB molto, ma molto più ampia, ottenendo un suono più pieno e definito senza spingere il mix alla saturazione. Di lui lo stesso Lorber ha detto: «I think Michael is brilliant. His mixes are always so creative. Michael’s like a musician, only his instrument is the mixing board». Michaek Brauer è un vero e proprio artista del mix, e l’effetto in questo album si sente eccome.

(26/02/2012)

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Mario Cascino
Mario Cascino

Redattore. Sound Engineer (studente presso SAE Institute Milano), regista e speaker radiofonico per RadioTrip.net (www.radiotrip.net) e RadioAttiva (radioattivarivoli.wordpress.com), bassista. Specializzato in jazz e rock.