Jah Sun – Battle The Dragon

Scheda
Rispetto al genere
7.0


Rispetto alla carriera
8.0


Hype
6.0


Voto
7.0

7/ 10

di Daniele De Donno

Di certo la California non è annoverata come una fucina di artisti reggae o tantomeno del “neonato” raggamuffin, ma Jah Sun si è dimostrato in passato e ha confermato alle porte dell’anno nuovo come sia l’eccezione (solo insieme ai conterranei Groundation) che conferma la regola; esce infatti a fine gennaio il suo nuovo album Battle of the dragon, calderone di quindici tracce dal sound prettamente roots ed early reggae spesso concatenato all’hiphop che sembra dare una boccata d’aria alla scena reggae, che in questi ultimi anni sembra povera di progetti di un certo spessore.
Jah Sun, originario di Humboldt County dove le secolari sequoie incontrano le acque gelide dell’oceano Pacifico, dimostra, negli ultimi anni, di aver acquisito un certa esperienza nella scena reggae e di aver affinato le sue qualità liriche, rendendole più profonde e più dotate di un flow scorrevole che non fa per nulla apparire monotono il suo ultimo lavoro: gli ingredienti per questo nuovo lavoro sono version ben costruite, plasmate attorno ai testi del reggae singer americano, e a collaborazioni tutt’altro che scontate. I testi di Jah Sun vogliono essere per l’ascoltatore una cura contro il degrado mondiale e sociale, con un messaggio coerente di positività, amore, rispetto, e la gentleness verso tutti: magari non si segnalano per originalità e sembrano i soliti clichè di questo stile musicale, ma nell’album sono trattati con una maestria tale da rendere inavvertibile questa piccola pecca. Si parte dalla traccia che apre il disco In dis time (di italianissima produzione da parte dei Magadog) in cui sembra che l’artista voglia introdurre i temi principali del suo lavoro, per passare alla romantica Manifest (registrata sulla version di Mary di Ziggi Recado). Una collaborazione pienamente riuscita è quella con Peetah Morgan nella validissima Heart like a lion nella quale si fonde il tema religioso (naturalmente rastafari) ai problemi legati alla quotidianità, che è pressappoco il filone principale accomunante questa traccia a Teardrops che vanta il featuring del tedesco Gentleman, artista che deve ancora riscuotere il meritato successo e clamore oltre oceano. Dopo una piccola parentesi “amore” dal sapore vagamente ispanico si passa a Ganjah Don che è invece la traccia uscita più di un anno fa, il cui video ha fatto il giro delle emittenti televisive di tutto il mondo per anticipare l’uscita dell’album: in questa traccia che, come dice il titolo stesso, tratta il tema della ganja, Jah Sun si avvale dell’importante collaborazione di uno degli artisti più influenti della scena reggae degli ultimi anni, ossia dell’italo/jamaicano Alborosie; l’album poi volge al termine con la traccia Do good, in cui il californiano duetta con i jamaicani Perfect Giddimani e Stevie Culture, per ribadire ancora una volta l’importanza della bontà e dell’amore anche delle più semplici azioni quotidiane.
Il 2012 è sicuramente un anno importante per Jah Sun: con il suo nuovo album Battle the dragon rientra a pieni meriti nello scenario reggae dell’intero continente americano e persino a livello mondiale, anche grazie alle apparizioni nei migliori contest e festival reggae del vecchio continente (Rototom, Uppsala e Gusto Dopa su tutti).

(02/03/2012)

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Daniele De Donno
Daniele De Donno

Collaboratore. D'origini salentine, trapiantato a Torino per studiare Ingegneria Energetica presso il Politecnico. Appassionato di musica Rap e Reggae/Dancehall.