Jah Cure – World Cry

Scheda
Rispetto al genere
6.0


Rispetto alla carriera
7.0


Hype
7.0


Voto
6.7

6.7/ 10

di Daniele De Donno

Dopo innumerevoli rinvii e revisioni (evento assolutamente consueto per i progetti reggae/raggamuffin) esce finalmente a fine Novembre il sesto album di Jah Cure dal titolo World Cry in cui il trentaquattrenne Siccature Alcock, vero nome dell’artista, sembra aprirsi sempre più al panorama Hip Hop con qualche traccia che richiama all’orecchio quel sound prettamente da R’nB americano.
L’album è composto da 14 tracce, alcune delle quali già note al pubblico grazie allo stesso artista che aveva già permesso il loro download sul proprio sito anche se in particolari versioni:  Like I See It era uscita più di un anno fa e nella versione nota spiccava il featuring di Rick Ross (non più riproposto nella versione ufficiale dell’album) che aveva fatto sì che la canzone comparisse nelle Hip Hop Chart invece che in quelle reggae; successivamente anche la bellissima World Cry, pubblicata sempre più di un anno fa, veniva proposta nella versione che vedeva il featuring di Mdma e Keri Hilson (anch’essi scomparsi nella versione ufficiale), 2 mesi fa invece è stato il turno di All By Myself, in cui riprende dopo anni il tema della prigionia e della religione, avvalendosi nella prima versione delle strofe di Thugs Get Lonely Too del compianto Tupac, che in merito di prigionia e religione, aveva anch’esso un bel po’ da dirne; anche Before I Leave, probabilmente la più dolce e bella dell’album, forse perché così simile a To Your Arms of Love (sul magnifico Guardian Angel, tratta da True Reflections) era già uscita nel 2010 in una versione un po’ differente, sul Cardian Bass Riddim, ma in quest’album magistralmente rimasterizzata. Ultima per menzione, ma prima temporalmente parlando, è Unconditional Love, apparsa nel web nei primi mesi del 2010, che è stata ripubblicata senza alcuna modifica né dal punto di vista musicale né lirico, visto che il featuring con Phyllisia permane anche nella versione ufficiale dell’album.
Inutile chiarire che World Cry è un album che narra di amore, non solo l’amore nella concezione rasta, inteso come One Love come unico mezzo d’unione nell’attuale Babylon, ma l’amore nell’accezione più romantica del termine, come dimostrano le già citate Before I Leave, Unconditional Love e per quanto riguarda le inedite invece parliamo di Can’t Wait, molto “usheriana” all’ascolto e l’acustica Only You (unica Bonus track dell’album), una vera e propria ode per Kamila McDonald, che nell’agosto dello scorso anno è diventata la moglie del cantante jamaicano. Il tema religioso, forse,è meno forzato in questo album, contrariamente ai suoi precedenti lavori, e si racchiude interamente in Praise To Jah, in cui accompagnandosi alle doti vocali della bella Phyllisia, vuole comunicare che “you might know Him by another name, but you still have to give praises ”.
Complessivamente, si nota in World Cry, la voglia di uscire di Jah Cure al di fuori del mercato reggae e di sporgere il capo in mercati sicuramente più ampi come quello R‘nB o anche quello Rap (in cui la sua presenza comunque sarebbe un po’ forzata): con questo non si vuol dire che le sonorità sono mutate radicalmente, ma che la fame di successo, in questo caso meritato, fa gola a tutti e quindi perché non provare a far apprezzare le proprie capacità vocali anche al di fuori di un (relativamente)  piccolo gruppetto di fan?

(28/11/2012)

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Daniele De Donno
Daniele De Donno

Collaboratore. D'origini salentine, trapiantato a Torino per studiare Ingegneria Energetica presso il Politecnico. Appassionato di musica Rap e Reggae/Dancehall.