Eddie Vedder – Into The Wild

Scheda
Rispetto al genere
8.5


Rispetto alla carriera
8.5


Hype
9.0


Voto
8.7

8.7/ 10

di Edoardo D'Amato

“Avevo strutturato la mia sceneggiatura basandola su un accompagnamento sonoro che fosse viscerale e avesse anche dei componenti cantautorali. E’ stato durante le riprese del film che la voce di Eddie Vedder come cantante e autore di canzoni mi è venuta in mente come quella giusta per questo film. Un mese dopo aver accettato la mia proposta, queste grandi e toccanti canzoni gli uscivano a fiotti. Nessun’altra voce fa fluire, sanguinare o gioire la giovane terra e il cuore americano così appassionatamente come quella di Vedder. Il suo contributo non solo alza considerevolmente l’impatto del film, ma credo che sarà un’indelebile raccolta indipendenetemente dal film. Da mettere in una casula del tempo sotto ‘Compagni di strada’”. Sean Penn

Eddie Vedder è Christopher McCandless e Christopher McCandless è Eddie Vedder, almeno ideologicamene.Già, perchè quello che il giovane del West Virginia racconta nel suo diario sembra essere cantato dal musicista dell’Illinois: un’intima armonia si instaura fra i due, anzi fra i tre. Perchè Sean Penn aveva già collaborato con Vedder ai tempi di Dead Man Walking e di Mi Chiamo Sam. Tutto si sposa alla perfezione, in un film che è comunque considerato come uno dei più toccanti degli ultimi anni. E si può certamente affermare che il primo album solista del leader dei Pearl Jam è anche l’album della maturità: mai frase fu più banale? No, perchè se un artista famoso e riconosciuto come tale sostituisce le parole e l’unplugged all’hard rock e alle distorsioni, e non smette un minuto di ringhiare, vuol dire che ha raggiunto livelli difficili da ripetere. Infatti il sequel Ukulele non ha riscosso lo stesso successo, perchè forse proposte di questo tipo è sempre meglio farle(bene) una sola volta e non nauseare il pubblico. Into The Wild dura poco più di mezz’ora, è composto da 11 tracce e ognuna ha un significato diverso, un pezzo di storia a sé che accompagna il percorso catartico e mistico di Chris.

Arriva il mattino quando riesco a sentire che non è rimasto niente da cui nascondersi.

Mi muovo in una scena surreale: no, il mio cuore non sarà mai, non sarà mai lontano da qui”

E’ la prima strofa di No Ceiling: il tema principale è quello della libertà come fattore decisivo per la felicità. Ma Chris, morente e inerme nel suo camioncino, dirà che “la felicità è reale solo quando condivisa”. Libertà è quindi un concetto diverso da quello di solitudine: questa guerra interiore sarà combattuta da Chris fino alla fine. Strumento molto utilizzato nel corso dell’album è il banjo, che contribuisce a creare quell’atmosfera spensierata ricca di libertà: Rise è proprio questo.

Ho questa luce
Andrò in giro per crescere,
Quello che ero prima
Non riesco a ricordarlo

Così canta Vedder in Long Nights, pezzo di straordinaria intensità. Il minuto arpeggiato di Tuolumne ricorda senza dubbio Just Breathe. Hard Sun si distingue per la durata superiore e si ricorda come uno dei temi principali del film. Society è uno dei pezzi più riusciti dell’intera colonna sonora, insieme al pluripremiato Guaranteed.

Si tratta quindi di una delle più riuscite colonne sonore degli ultimi anni, dove le arti e gli artisti si sposano in maniera perfetta.

(03/10/2011)

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Edoardo D'Amato
Edoardo D'Amato

Direttore. Classe 1990, ho visto nascere OUTsiders e ora cresce insieme a me. Collaboro anche presso il network www.fantagazzetta.com.

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