Imagine Dragons – Night Visions

Scheda
Rispetto al genere
4.5


Rispetto alla carriera
6.0


Hype
5.0


Voto
5.2

5.2/ 10

di Giacomo Dalla Valentina

Quanto sono belli gli Imagine Dragons. Così biondi, così barbuti, con la maglietta scollata e quel minimo di ciuffo che costituiscono la via diretta per gli MTV Music Awards. Hanno la camicia di jeans, il pantalone attillato e l’immancabile occhiale scuro che contraddistinguono quella categoria di artisti che riescono a sfruttare con furbizia il minimo talento di cui dispongono grazie a notevoli operazioni di marketing.
La band si forma nel 2009 a Las Vegas, Nevada, che in ambito indie-rock si sa essere territorio dei Killers, cosa di cui gli Imagine Dragons non si dimenticano, sia perchè i primi EP sono registrati presso i Battle Born Studios (di proprietà dei Killers, appunto), sia perchè l’insegnamento dei concittadini si sente nei ritornelli epic-pop e nell’esigenza costante di caricare, quasi adrenalinicamente, l’ascoltatore.
Gli Imagine Dragons urlano e si fanno sentire talmente tanto che quel brutto ceffo di Alex Da Kid (produttore, tra gli altri, di Nicki Minaj, Eminem e Rihanna) decide di produrre il loro album d’esordio (il nostro Night Visions) spedendoli in tour estivo insieme agli Awolnation, band di cui si sente l’eco in alcune canzoni, con particolare evidenza nella traccia d’apertura, la testosteronica Radioactive.
Gli Imagine Dragons presentano tutti i requisiti per diventare una di quelle band non così sofisticate da essere apprezzate dall’ascoltatore esigente ma al contempo non abbastanza mainstream da aver presa sulle folle aitanti; ciononostante è indubbio che ne sentiremo più volte parlare, che ne ascolteremo i singoli di punta nei negozi o nelle palestre e che alla fine, in momenti di debolezza, ci ritroveremo a fischiettarne qualcuno (It’s Time, per fare un azzardo, o la stessa Radioactive).
Non tutto è da buttare, anche se non si direbbe dopo l’ascolto delle prime canzoni, Radioactive e Tiptoe, chiare manifestazioni di virilità (il ritornello della seconda, Nobody else/you take me higher/Nobody else/you take me higher, si adatterebbe bene ad un film della saga Twilight). Segue It’s Time, tutta cori e strumenti che crescono e caricano l’ascoltatore che non può fare altro che subire e unirsi nell’euforia (salvo poi vergognarsene), fino all’inizio di Demons, la seguente e a tratti piacevole canzone, dove si intravedono richiami a band come Fray, Coldplay e Script. Seguono On top of the world e Amsterdam, singoli che finiscono per essere divertenti, nella loro prevedibilità: le evidenti citazioni (i già citati Killers, i Linkin Park o anche i giovani Vaccines), la forzata esigenza di non stonare mai e di creare melodie di seplice comprensione creano alla fine una musica che può essere sentita, senza essere ascoltata, e venire allo stesso tempo assimilata senza alcuno sforzo.
Citando il recente Cosmopolis, quello di cui sembrano avere terrore gli Imagine Dragons è quello che David Cronenberg, il regista, metaforizza nella “prostata asimmetrica”, qualcosa di disarmonico, instabile e pericoloso: ecco che allora è meglio semplificare, raddrizzare, cercare il facile successo con l’unico sforzo di piacere.
I pezzi, poi, si confondono l’uno con l’altro, differenziandosi solo per la presenza prima di un mandolino o di uno xilofono, infine per l’imbarazzante attacco di Every Night che inibisce qualsiasi sforzo di continuare nell’ascolto.
È un peccato, perchè le indiscutibili capacità tecniche della band (a partire dal bel timbro vocale del cantante, Dan Reynolds) sono decisamente sprecate in questo inquadramento totale della propria musica alle regole di mercato.
Questo perchè la musica degli Imagine Dragons è stata calcolata, creata a tavolino per accontentare l’ascoltatore medio -quello senza esigenze, senza bagaglio musicale, senza gusto- senza però doversi vergognare di essere della stessa razza degli One Direction e di Justin Bieber. Ma sono davvero meglio?

(08/09/2012)

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Giacomo Dalla Valentina
Giacomo Dalla Valentina

Piemontese di nascita, milanese d'adozione, studio giurisprudenza @ Statale di Milano. Appassionato lettore e collaboratore di OUTsiders.