Bienoise, il sound MagmatiQ-o del producer piemontese

di Redazione

THE FUTURE SOUND OF CLASSICAL MEETS THE ITALIAN ELECTRONIC NEW WAVE, OVVERO, RAI NUOVA MUSICA INCONTRA CLUB TO CLUB.

Torna Rai NuovaMusica, la rassegna dedicata al future sound of classical realizzata dall’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai in collaborazione con Club To Club: tre appuntamenti all’Auditorium Rai Arturo Toscanini di Torino a cavallo tra classica contemporanea ed elettronica per l’edizione n°11 della rassegna. All’ingresso del pubblico e durante l’intervallo, tre produttori presenteranno il loro materiale originale live, oltre a una rielaborazione di una delle opere orchestrali in programma per la serata. Già parte di The Italian New Wave, il format di showcase e contenuti esclusivi ideato dal festival e dedicato alla nuova creatività musicale italiana, i tre ospiti chiamati da Club To Club a esibirsi a Rai NuovaMusica sono fra gli artisti più apprezzati della scena italiana contemporanea: questa settimana tocca a Bienoise.

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di Elen Eiffel  –  Il producer Alberto Ricca, in arte Bienoise viene dalle Alpi, precisamente da Bieno dove compone musica noise (da lì il nome, stacce); guardandoci dall’alto verso il basso dalla consolle da qualche tempo ci propone i suoi spippolamenti elettronici che si fanno di anno in anno sempre più intricati e sporchi, ma anche più evocativi. Il suo primo LP corto, “Five Dance Songs for Mammals” (2012), nasce incerto sulla sua natura techno, industrial o IDM, ma con validi spunti su quello che poi si rivelerà essere il sound caratteristico di Bienoise; esce per la MagmatiQ Records etichetta indipendente milanese di elettronica e-di-chi-più-ne-ha, ed è stato il suo biglietto da visita per avere accesso alla Red Bull music Academy. Lì, forse, tra laboratori ed eminenti lezioni, i Red Bull Professors gli hanno insegnato anche le arcane tecniche dell’uso del side-chain, diventato il grande protagonista dell’ultima uscita, “History of fake music”, l’EP, che ci rivela la vena sperimentale del produttore. Con la cadenza di un gigante che scuote il terreno con passo lento e incedente e che si trascina dietro delle pesanti catene, il suono che ci arriva è metallico, rotto da rumori bianchi, sample di fiati grotteschi e accompagnato da voci misteriose ed arabeggianti. Talmente imperscrutabili che mi sono incuriosita e poi cimentata a capire i lyrics di “Lore”, il conturbante secondo pezzo dell’EP: “Lipstick. Uuuuh, I knees miao, Ice too play with me, see boars of feet, clover fan, vertigo…” (solo) “sweep.. boh, missing my leg and cake in your head miao, miiiii, I too.. etcì, etcì, etcì, etcì..” a questo punto direi “Salute, Bienoise”.

(10/02/2015)

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