I Octane – Crying To The Nation

Scheda
Rispetto al genere
7.0


Rispetto alla carriera
8.0


Hype
7.0


Voto
7.3

7.3/ 10

di Lorenzo Li Veli

Finalmente, dopo numerosi annunci e altrettanti rinvii, è arrivato Crying To The Nation, l’album di debutto di I Octane, sinjay di talento sponsorizzato dalla VP Records. Il cantante giamaicano è riuscito, nella sua breve carriera, a ottenere diversi riconoscimenti di prestigio, a partire dal piazzamento nella classifica di Billboard sui quindici artisti più interessanti della scena indie. L’artista caraibico ha raggiunto una discreta fama grazie ai diversi ep e singoli dell’ultimo anno, alcuni diventati dei veri tormentoni in più stagioni (Bun dem bridge e Informer a work su tutti) e Crying To The Nation è il miglior trampolino possibile per il raggiungimento di un pubblico il più vasto possibile.
L’album di lancio è un ottimo connubio tra il roots reggae classico e la dancehall delle origini, con chiare contaminazioni dal presente. I Octane si dimostra sempre più un artista completo, capace di spaziare da testi più leggeri (l’immancabile inno alla marijuan di Puff it) a liriche più profonde riguardanti l’amore (L.O.V.E. Y.O.U., futura hit) o la perdita di un amico (la splendida Lose a friend, da mesi ormai in testa alle classifiche di settore). La caratteristica principale del sinjay giamaicano è la capacità di descrivere, nel modo più fedele possibile, la stagione complicata che il suo paese sta vivendo: è proprio l’impegno sociale che gli ha regalato le simpatie di molti ascoltatori, convinti possa diventare il degno successore di artisti del calibro di Buju Banton o Sizzla. Bellissimo, in questa prospettiva, il duetto All we need is love con Tarrus Riley, altro cantante portatore di un messaggio positivo : la nuova scuola è pronta a conquistare un ruolo di prima importanza nella scena reggae internazionale. Come non citare anche la pacifista No more violence, invito a non lasciare che sia la violenza a trionfare o Crying to the nation, bellissima dedica alla sua Giamaica. Non manca anche un pizzico di made in Italy in Space for all of us, con il reggaeman siciliano Alborosie, sempre più parte integrante della scena caraibica.
In un periodo estremamente negativo per la musica giamaicana (Vybz Kartel presunto serial killer, Elephant Man accusato di stupro e Buju Banton in carcere per i prossimi dieci anni), l’album di debutto di quest’artista dal sicuro avvenire è una ventata di aria fresca con la speranza che il suo messaggio positivo faccia, finalmente, centro negli ascoltatori.

(16/02/2012)

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Lorenzo Li Veli
Lorenzo Li Veli

Caporedattore e gestore della sezione black music. Studente della magistrale di Ingegneria Energetica @ Politecnico di Torino