I Cani – Il sorprendente album d’esordio dei Cani

Scheda
Rispetto al genere
8.0


Rispetto alla carriera
9.0


Hype
9.0


Voto
8.7

8.7/ 10

di Giorgio Albano

Ci sarebbero un sacco di modi per cominciare questo articolo. Un sacco di chiavi di lettura per questo gruppo romano al loro primo album. Si potrebbe parlare del modo originale (fino ad un certo punto) in cui hanno pubblicizzato su internet il loro primo lavoro: quello di lasciare un alone di mistero e notizie false poi smentite sui tanti social network, o parlare dell’immagine sulla copertina dell’album  (per chi se lo stesse chiedendo sulle gambe della ragazza legata c’ è scritto : sono pronta a tutto). Ma forse il modo migliore da cui partire è la capacità del gruppo di scrivere dei testi ottimi, evocativi e comuni a tutti noi. Si perché il gruppo,che si  (auto) definisce di post-punk, scrive con la capacità di un cantautore. Mi spiego meglio: in quasi tutte le canzoni riescono ad evocare immagini che fanno riferimento alla realtà romana ma che si possono applicare ad ogni città e soprattutto ad ognuno di noi. I Cani si rivolgono proprio alle generazioni nate sul finire degli anni ’90 , inserendo nelle canzoni ciò che vedono intorno a loro con stupefacente lucidità. Un esempio è la canzone “le coppie”, in cui viene descritto dall’esterno un rapporto e il suo sviluppo. Le parole e le immagini che vengono usate sono davvero azzeccate, generiche e chiare ma allo stesso tempo straordinariamente comuni a tutti noi, tanto che sembra stia descrivendo il nostro rapporto; il tutto condito con un pizzico di sapienza-saccenza spesso usata nel mondo  indie un po’ intellettuale.

Questo è decisamente un grande vantaggio perché permette a chi ascolta di immedesimarsi tramite citazioni, personaggi celebri,e situazioni nelle storie e così ad affezionarsi alle canzoni, lasciandosi trasportare e sorvolando su qualche vizio di gioventù. “Tu fumavi ed ostentavi una malinconia che male si intonava coi tuoi leggings fluorescenti”. “Hipsteria”, non a caso omonima ad un applicazione della Apple

Prima si parlava di post punk, ed i Cani interpretano il genere seguendo quella che è la moda degli anni ’00 cioè l’elettronica. Batteria e basso rimangono pesanti ed incalzanti come vuole la tradizione ma il tutto viene legato ed armonizzato da tanta elettronica usata però nella giusta misura. Uno dei grandi pregi del gruppo è proprio questo, la capacità di far coincidere queste due componenti apparentemente molto distanti in modo originale ed equilibrato. La batteria fa il suo lavoro e tiene alto il tiro, l’ elettronica rende il sound molto più fluido e ascoltabile.

Prima parlavo anche di peccati di gioventù, che in effetti sono presenti. Il gruppo è un po’ acerbo sia come suono che come struttura delle canzoni. Inoltre ci sono alcune tracce decisamente ben riuscite, altre meno. Nonostante tutto il disco contiene undici tracce tutte di buon livello ed in cui si notano molte capacità. Ora non resta che aspettare e vedere se stiamo davvero assistendo alla nascita di una stella. Le potenzialità ci sono tutte: basterà mettere a posto i difetti senza però perdere la freschezza e la spontaneità musicale e testuale che gli contraddistingue. Vi lascio con “Perdona e dimentica”, decima e forse  migliore traccia del disco.

http://www.youtube.com/watch?NR=1&v=i2iSCzFDi-4

(12/11/2011)

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Giorgio Albano
Giorgio Albano

Redattore.

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