Hundred Waters – Hundred Waters

Scheda
Rispetto al genere
8.0


Rispetto alla carriera
8.0


Hype
8.0


Voto
8.0

8/ 10

di Redazione

Con questo album di debutto gli Hundred Waters, band originaria della Florida, ha saputo realizzare una preziosa collezione di brani intriganti e sensuali. Lungo tutto il procedere di queste composizioni è avvertibile una generale sensazione di delicatezza ed eleganza, ottenute soprattutto grazie alle vocalità celestiali della cantante Nicole Miglis. E’ proprio la voce di questa band che riesce a enfatizzare la pregiata fattura di questo disco, caratterizzato da sonorità molto vicine all’elettronica europea. Quest’ultimo lavoro si apre con Sonnet, folk derivativo tinto di elettronica che ci fa subito tirare un sospiro di sollievo, per non dover aver a che fare con l’ennesimo gruppo di folk-tronica soporifera. Il testo è estratto direttamente dai versi dal titolo omonimo di Percy Shelley, il che crea aspettative altissime per questo ascolto. Gli Hundred Waters si muovono su territori particolari e avventurosi. Boreal e Me & Anodyne sono altri fantastici esempi del senso dell’arte che viene qui messo in musica, tra strumentazione classica e avanguardismo elettronico. Visitors racchiude in sé la direzione del disco, con il suo accompagnamento caratterizzato da battiture quasi irregolari, sia nella musicalità che nella voce, dando vita tuttavia una mutevole melodia memorabile e estatica. La gentilezza con cui questo album procede è chiara da subito, e continua ad insinuarsi anche nelle tracce successive. Degno di menzione è Caverns, brano quasi strumentale caratterizzato da profonde percussioni e da atmosfere che ricordano la Bjork di Vespertine, che si sviluppa attorno alla ripetizione dei versi cantati da Nicole. Altro highlight chearriva diretto al cuore è Gather, la traccia conclusiva di questo album così delicato e avvolgente. Accompagnata al piano e al violoncello, la vocalist ci regala forse la migliore interpretazione per questo debutto. E’ evidente quanto lavoro ci sia stato dietro alla lavorazione di questo Hundred Waters, album che èquasidisarmante per i suoi arrangiamenti tanto  sofisticati. Nessuna canzone dimostra avere un ritornello immediatamente memorabile, in quanto viene preferita una forma evolutiva per le canzoni, spesso lasciate correre sui binari di una una studiata improvvisazione. Senza dubbio questo è un punto di partenza molto ambizioso per la carriera degli Hundred Waters, e che ha già dato loro l’opportunità la scorsa estate di partire in tour con Diplo, Skrillex e Grimes. Non male davvero!

(12/12/2012)

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