Hilly Eye – Reasons to live

Scheda
Rispetto al genere
4.0


Rispetto alla carriera
5.0


Hype
5.0


Voto
4.7

4.7/ 10

di Marco Marzolla

E’ sempre sorprendente rendersi conto quanto negli States sia facile giungere alle orecchie delle etichette e in totale naturalezza essere prodotti. In questa prospettiva, non sembra cosi stralunato il coraggio della giovane Don Giovanni Records di lanciare un album con evidenti punti deboli e con uno spettro di pubblico più che limitato. Per i parecchi che non le conoscessero, le Hilly Eye, sono un duo femminile formatosi per volontà della chitarrista/attivista Amy Klein, dopo la dipartita musicale dallo scalmanato indie-punk dei più famosi Titus Andronicus. Reasons to live è il secondo lavoro della band, dopo l’ep di debutto dell’anno scorso. L’album risulta essere piuttosto scarno, con chiare esitazioni tecniche e un suono che sa un po’ troppo di sala prove. La batteria, che disegna groove traballanti con colpi non sempre precisi e puntuali, non viene tratta in salvo dalle linee di chitarra, piallate da un distorsore senza colori. Un discorso più pietoso si può fare per la voce, malferma e spesso poco intonata, ma anche con un certo nonsochè che sembra accomunarla ai vocalizzi celtici dei primi Fairport Convention. Nonostante, dunque, queste incertezze, oltre cui è veramente difficile passare, qualche buona idea c’e, basti ascoltare Louisville o l’iniziale arpeggio di Jacob’s ladder. In sostanza, le Hilly eye non convincono, ma sotto la coltre di esitazioni tecniche, a tratti, si intravede un barlume di potenziale di miglioramento.

(02/02/2013)

Commenta
Marco Marzolla
Marco Marzolla

Studente di medicina alla facoltà di Medicina e Chirurgia presso le Molinette di Torino. Batterista della band post-rock Acid Food.