Hayden-Us Alone

Scheda
Rispetto al genere
7.0


Rispetto alla carriera
7.0


Hype
7.0


Voto
7.0

7/ 10

di Valentina Battini

Uno “story-telling” introspettivo. Un filo di lana attorno cui scorre e si avvolge la maturazione artistica e personale del cantautore canadese Paul Hayden Desser, meglio noto con il semplice nome di Hayden. E così dopo un silenzio durato cinque anni, ritorna con il nuovo album Us Alone. Ormai riversa le malinconie, i pensieri di un padre e di un ragazzo-uomo, in un disco dal sapore malinconico. Certamente Us Alone è un album da ascoltare in autunno, con foglie screziate che cadono giù dai rami a fare da scenario dietro il vetro della finestra. Perché queste sono le emozioni scarne e uggiose che riesce a suscitare. L’avvio del disco è affidato a Motel, pezzo che viaggia su una batteria quieta e ripetitiva come il rumore del motore su un rettilineo, il tutto viene accompagnato e descritto dalla mesta e inconfondibile voce di Hayden. Segue Just Give Me A Name, mantra di vita recitato con voce tremante e una melodia lineare e dolce di piano e chitarra acustica. Ma l’atmosfera, forse un po’ soporifera, dei primi due pezzi viene interrotta da Blurry Nights, in cui il song-writer di Toronto duetta con Lou Canon, per far decollare con la sua voce incantevole la melodia e l’emotività di quest’album, che si esprime anche nel pianoforte centellinato di Old dreamsAlmost everything, quinto pezzo di Us Alone, è forse il più emozionante, accompagnato dal suono di un’armonica a bocca e un testo pregno di espressività che appare il giusto compromesso tra Cohen e Bob Dylan. Si raggiunge invece un picco di tristezza con Oh memory, che si pone come una cesura infelice e carica di malinconico pathos. Il ritmo si risolleva invece con Rainy Saturday, in cui il tono grigio viene smorzato dal ritornello vivace, nonostante appaia in contraddizione dato che si parla di sabati piovosi. Il tutto trova la sua conclusione in Instructions, pezzo in cui si condensa il suono suadente di chitarra elettrica, batteria e armonica per un ritorno al suo “pater” musicale, ossia Neil Young. Us Alone è un album che sembra configurarsi come il “concept dei sentimenti”, emotivamente stimolante. ma che musicalmente stenta a prendere il volo, rischiando di inciampare nella tagliola della noia a causa della piattezza melodica che lo caratterizza.

(08/02/2013)

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Valentina Battini
Valentina Battini

Studentessa di giurisprudenza all'università di Catania e scrittrice a tempo perso con l'insana tendenza ad intrufolarsi in camerini e backstage. Appassionata di rock,indie e alternative.