Guè Pequeno – Fastlife Mixtape Vol. 3

Scheda
Rispetto al genere
5.0


Rispetto alla carriera
4.0


Hype
4.0


Voto
4.3

4.3/ 10

di Lorenzo Li Veli

Prima dei Dogo, il rap italiano faceva schifo”. Si può essere fan accaniti dei Dogo e di Guè, ma questa frase, ritornello di Grazie a me, dovrebbe, perlomeno, stupire tutti gli ascoltatori di rap italiano. Una sentenza lapidaria e volutamente esagerata che dimentica quanto di buono fatto negli anni ’90 dal movimento hip hop italico. I pregiudizi sui Dogo hanno sempre condizionato il giudizio sui loro prodotti, ma a volte ci si chiede se questi non corrispondano, magari in parte, a verità. Guè Pequeno è sempre stato un grandissimo liricista, forse uno dei migliori in Italia, ma di quell’artista visionario rimane poco. Fastlife mixtape III, infatti, nulla aggiunge a quanto di buono fatto dal Guercio fino a oggi, ma, purtroppo, segue la strada percorsa già dagli ultimi lavori dei Dogo e dal suo album solista, Il ragazzo d’oro, uscito neanche dodici mesi fa. Per carità, Fastlife III è un mixtape e come tale va preso: strumentali americane su cui Guè rappa in italiano, in compagnia di amici e colleghi più o meno validi.
Il problema principale di questo lavoro sono i temi trattati e, di conseguenza, i testi. Il mutamento di Guè avvenuto nel corso degli anni ha dell’incredibile: com’è possibile che un rapper capace di strofe come quelle di Note Killer, Sangue e Filigrana o Una Volta Sola si riduca a cantare porcate da osteria come in XXX pt. 3 (“Sei così zozza che ti scopo e metto due goldoni” o “Tu non vuoi un cazzo, no, vuoi un black & decker”)? Comprensibile che la delusione, considerato il calibro del rapper, sia addirittura raddoppiata. Guercio pare avere un’ossessione per il gentil sesso: tutto il cd è accompagnato da riferimenti sessuali più o meno espliciti. Il tema è tollerabile se assunto in piccole dosi, ma se diventa l’argomento principale della discussione, il fastidio diventa tangibile. “Come piace a me la figa, non gli piace a nessuno” recita Come piace a me, bonus track. “Meglio i soldi o l’amore” si chiede il Guercio in Amore o soldi, forse la traccia più riuscita del lavoro, grazie anche alla bella voce di Daniele Vit. Non è un caso che la canzone migliore sia quella più impegnata intellettualmente, dimostrazione che Guè sa ancora scrivere, semplicemente non ne ha più voglia. Per prevenire le critiche in Fai il bravo Guè spiega: “Lamentarti dei miei testi non è molto intelligente, sono specchio della merda che fa e pensa molta gente, la stessa merda frà che fa la classe dirigente”. Tutto vero, verissimo. Ma rassegnarsi a essere il cantore di una società ormai allo sfascio, senza porsi in maniera critica offrendo una via di uscita dal tunnel che si sta percorrendo, non è molto onorevole.
La tecnica del Guè rimane buona, pur manifestando una certa involuzione: la monotonia si é impossessata del rapper milanese, rendendolo incapace di riproporre quei capolavori di cui é costellata la sua carriera iniziale. Merda in testa é un bel confronto tra due modi di rappare distanti, ma allo stesso tempo interessanti: ottima performance di Guè e Salmo. La canzone è già oggetto di polemica a causa della frase di Salmo “avessi un figlio gay sicuro lo pesterei”. Per cercare di domare l’incendio, nella versione finale la parola gay è censurata. Punto più alto del disco è l’accoppiata Scrocchia rapper (“a rappare sono il dio, dovevo nascere a Betlemme”)-Forza campione, dove il Guercio è accompagnato, nella prima, da Ntò dei Co’sang e Jake La Furia e, nella seconda, da Ensi e Zuli, uniche collaborazioni degne di nota.
Preparare un lavoro ufficiale per un artista, che sia un cantante, un regista o uno scrittore, è un percorso tortuoso, visto che il rischio di fallire è sempre alto. Per questo, bisogna apprezzare la voglia di mettersi in gioco di Guè, che ritorna in pista con un lavoro in free download (scelta assolutamente apprezzabile), ma che, purtroppo, non rispetta le, seppure scarse, aspettative. Non è una questione di hater (parola tanto detestabile quanto abusata dai rapper, che sta a indicare il fan invidioso ed estremamente critico senza un motivo plausibile), anzi. Fastlife mixtape vol. 3, però, è, dopo Il ragazzo d’oro, la definitiva conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, che il Guè Pequeno tanto apprezzato è scomparso, in favore di un artista più frivolo, che ha l’enorme talento che aveva mostrato nei primi lavori insieme ai Dogo.

(22/01/2012)

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Lorenzo Li Veli
Lorenzo Li Veli

Caporedattore e gestore della sezione black music. Studente della magistrale di Ingegneria Energetica @ Politecnico di Torino

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