Grimes – Visions

Scheda
Rispetto al genere
9.0


Rispetto alla carriera
9.0


Hype
9.0


Voto
9.0

9/ 10

di Giorgio Albano

Claire Boucher, aka Grimes, torna nuovamente a far parlare di sé. La cantante nativa di Montreal sotto lo pseudonimo Grimes è stata davvero molto prolifica in questi ultimi anni: Visions è, infatti, il suo quarto album in solo due anni. Le influenze e il sound di Claire non sono cambiati. Ancora presenti l’elettronica leggermente sospesa sulla realtà, la voce delicata ed acuta vagamente simile a quella di Bjork e tanti rimandi al mondo dei manga (come ad esempio l’immagine scelta come copertina per l’album) o a quello dei Maya. La più grande differenza rispetto agli scorsi lavori è la crescita di una vena pop, che in ogni caso non sorprende. Questa evoluzione era già nell’aria negli scorsi lavori che, infatti, lasciavano presagire la direzione che avrebbe preso il nuovo album.  Il disco è stato lanciato qualche mese fa da Genesis, hit che rappresenta bene questo cambiamento. Si possono distinguere al suo interno archi e pianoforti decisamente delicati ed accordati alla stupenda voce di Clarie, voce che in questo modo viene messa ancora più in risalto. A farne le spese è stato ovviamente il lato elettronico che deve constatare l’ assenza di bassi e batterie troppo pesanti ed incalzanti e, più in generale, una trasformazione nel modo di concepire la traccia : appunto da elettronico a pop.

Il disco contiene tredici tracce, molto diverse tra loro. Le influenze si sprecano e si passa dal K-pop all’ R’n’B passando attraverso  Trance o Requiem con molta naturalezza. L’unico e ottimo filo conduttore e la voce fanciullesca e magica di Clarie che lega  tutto perfettamente. Sempre a proposito della sua voce merita un accenno particolare Skin. Dodicesima traccia dell’album dove la cantante canadese dà pieno sfoggio delle sue capacità davanti ad un microfono creando un effetto davvero suggestivo (pare che riesca a prendere quattro ottave intere con l’aiuto del suo falsetto).

Nonostante  la svolta pop Clarie è riuscita a conservare lo stesso clima che ricreavano gli altri cd. Anche in questo lavoro, infatti, ci si ritrova trasportati in un mondo particolare e diverso, costruito su una lieve inquietudine e tanta magia. Voce e suoni sapientemente campionati riescono a trasportarti fuori dalla realtà in modo davvero delicato. D’altronde il titolo dell’album non poteva che essere Visions, parola che descrive a pieno lo stato d’animo di chi lo ascolta. Certo questa  natura tende a rendere tutto il disco un po’ fumoso e poco concreto, intangibile. I ricordi delle varie tracce si mischiano tra di loro creando un’ idea unitaria del disco in cui è difficile scindere i singoli pezzi. In ogni caso questo è un rischio calcolato ed indispensabile per il sound dall’artista canadese. Inoltre in questo modo ci si distacca dal resto del mercato attuale, andando a cogliere l’eredità di gruppi come Royksopp o la stessa Bjork.

(24/02/2012)

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Giorgio Albano
Giorgio Albano

Redattore.