Graham Coxon – A+E

Scheda
Rispetto al genere
7.5


Rispetto alla carriera
7.5


Hype
7.5


Voto
7.5

7.5/ 10

di Valentina Battini

Lo senti nell’aria, e non puoi farci nulla. Lo percepisci, lo respiri, lo avverti. Il sound british è fatto così, ti coglie di sorpresa e poi ti fa sentire di nuovo a casa. Ti aliena e poi ti fa tornare in te. Ti schiaffeggia senza pietà e poi ti accarezza con gesti caldi e familiari. Lui è fatto così. Graham Coxon lo sa bene da anni, lui si sbuccia le ginocchia con la musica e poi si rialza, lui è la costola di fango da cui si plasma il figlio del punk e del britpop. E nonostante sia stato la falange dei Blur, ha una carriera solista degna di nota.  Con A+E , ottavo album della sua discografia,le distorsioni tornano in campo. Dieci tracce caratterizzate dall’indelicata alienazione post-punk e dall’andamento lo-fi, fanno del nuovo album di Coxon  un lavoro estremamente personale, che si apre con Advice, distillato puro di punk made in UK, per balzare poi dal garage al post-punk di City Hall. In realtà le variazioni di tema sono molto presenti all’interno di questo disco, il cui unico file rouge sembra essere l’attitudine spiccatamente anni ’80, cosa che si evince dalla matrice new-wave di brani come Knife in the cast, pezzo lamentoso e monocorde,o la presenza di  synth-pop e riff di bluriana memoria in What It’ll Take, hit sicuramente da ballare più che da ascoltare in meditativa concentrazione, dato il martellante ritornello e le ossessive ripetizioni di strofe. Seguono poi Meet and dring and pollinate, electro-punk succinto e rude e la confusionaria Seven Naked Valley, pezzo che fa intuire l’andamento cupo e caotico dell’album. Trascinanti, stranianti e con cenni alla Sex Pistols, quando abbiamo a che fare con Running for your life e Bah singer . L’ibrido album di Coxon, che cammina in equilibrio lungo la corda sospesa tra l’indie, il garage e il post-punk, si conclude con Ooh,Yeh Yeh, pezzo il cui andamento si distacca dai precedenti, non a caso ha un sound blues che fino ad ora non avevamo mai incontrato. Date le repentine variazioni ,che suscitano indubbiamente sorpresa e stuzzicano continuamente la curiosità dell’ascoltatore, Coxon ha prodotto un lavoro decisamente originale e mai banale, in grado di scacciare qualunque distrazione.

(17/12/2012)

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Valentina Battini
Valentina Battini

Studentessa di giurisprudenza all'università di Catania e scrittrice a tempo perso con l'insana tendenza ad intrufolarsi in camerini e backstage. Appassionata di rock,indie e alternative.