Goran Bregovic – Champagne for Gypsies

Scheda
Rispetto al genere
8.0


Rispetto alla carriera
7.0


Hype
7.5


Voto
7.5

7.5/ 10

di Davide Agazzi

Ci sono voluti quattro anni perchè Goran Bregovic tornasse in studio per concludere il progetto “etilico” iniziato con Alkohol (Sljivovica & Champagne) nel 2008. Oggi, dopo aver partecipato al Festival di San Remo ed essere stato nominato “Mastro Concertatore” alla “Notte della Taranta”, il compositore slavo regala un disco divertente e variegato, fortemente legato alla cultura dell’Est Europa. Al centro dell’opera, come suggerisce il titolo, il popolo gitano e le sue mille sfaccettature. Intorno, le tantissime collaborazioni con gli artisti più disparati: da Eugene Hutz dei Gogol Bordello agli intramontabili Gypsy Kings, fino alla cantante irlandese Selena O’Leary e a Florin Salam, figura di spicco della discussa scena manele rumena. “Un disco da bere e da ballare”, come ci ha suggerito lo stesso Bregovic durante la nostra recente intervista. Ed è proprio così, un disco lontano dai preziosismi di Ederlezi e dai tormentoni come Kalashnikov, ma simpatico, ballabile, alla portata di tutti. Tra le dodici tracce non possono passare inosservate le due canzoni con il frontman dei Gogol Bordello (Be that man, Quantum Utopia), così come la versione balcanica di Bella Ciao (onnipresente durante i suoi concerti per lo Stivale) ed il frenetico Boogie Unca Woogie con la sua Wedding and Funeral Band. Rischiose le interferenze con le trombette confezionate (Omule) in stile manele, mentre rimangono sempre apprezzabili le collaborazioni con i Gypsy Kings, autentici pionieri musicale del mondo gitano, con Balkaneros già nel repertorio di Bregovic da parecchio tempo. Champagne for Gypsies si classifica come un disco attuale, trasversale, in grado di accontentare un po’ tutti, capace di affrontare un tema tanto delicato con la giusta leggerezza che la musica deve saper regalare.

(27/09/2012)

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Davide Agazzi
Davide Agazzi

Giornalista pubblicista, scrive per La Repubblica e perde il suo tempo ascoltando dischi che agli altri non piacciono. Appassionato di distorsioni psichedeliche, contaminazioni balcaniche e vecchiume affogato nel whisky.