The Glitch Mob – Love Death Immortality

Scheda
Rispetto al genere
8.0


Rispetto alla carriera
8.0


Hype
8.0


Voto
8.0

8/ 10

di Simone Picchi

mob

L’elettronica per il grande pubblico è da sempre sinonimo di dance, che sia nella sua forma classica o nelle declinazioni house o techno. Un gruppo come i Glitch Mob difficilmente potrà arrivare ad una fetta di pubblico vasto, in quanto non appartengono a nessuna delle categorie citate, perlomeno non interamente.  La band di Los Angeles attiva dal 2006 è sinonimo di garanzia, con il suo stile personale in sede di registrazione, ma anche in live adrenalinici, basati esclusivamente su laptop e controller MIDI, senza tralasciare assoli elettronici in scaletta. Tornano dopo quattro anni e il buon successo del debutto Drink the Sea e la crescente attesa dei fan e del movimento elettronico generale.
La partenza è affidata a Mind of a Beast, un segnale chiaro di ciò che sarà l’ascolto di quì in avanti. L’atmosfera plumbea del recente passato si schiarisce grazie a ritmi più incalzanti ed industrial che accompagnano synth onnipresenti sporcati da tipici elementi glitch. L’ascolto non è mai difficile, nonostante la variopinta scelta di interpreti in materia sonora,  dove Skullclub ha momenti vicini al big beat anni 90, Skytoucher incalza con ritmi techno e dub, Becoming Harmonius vive di elementi ambient di sottofondo. Per la prima volta nelle loro produzioni alcuni brani sono accompagnati dalla voce e con risultati diversi di brano in brano, accomunati da una base dance in Our Demons ed I Need My Memory Back, quest’ultima contraddistinta da componenti di “french touch”.
Non si poteva chiedere di meglio ai tre californiani, un passo in avanti deciso che non dimentica il passato. Quattro anni per riordinare le idee e far affluire il maggior numero di influenze possibili – con criterio e senza derivazioni eccessive – nel loro sound industrial e glitch. Pur risentendo di un finale di disco poco brillante, il lavoro non perde coesione per tutta la durata tenendo sempre viva l’attenzione dell’ascoltatore ed attestandosi come uno dei migliori dischi di questo inizio 2014. Un’altra conferma per la band losangelina ed un altro step verso il Gotha elettronico, con l’augurio che il prossimo sia quello definitivo.

(27/02/2014)

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Simone Picchi

Studente di Scienze politiche a Messina, collaboratore recensore/reporter/intervistatore/factotum.