Gli Sportivi – Black Sheep

Scheda
Rispetto al genere
7.0


Rispetto alla carriera
7.0


Hype
7.0


Voto
7.0

7/ 10

di Davide Agazzi

Non serviva certo il fallimento dei Superheavy di Mick Jagger e compagni a farci capire che oggi non è più tempo di Supergruppi. Bastava prendere una manciata delle migliori cose partorite negli ultimi anni: White Stripes, Crystal Castles, Beach House, Black Keys o, in Italia, Bud Spencer Blues Explosion e Mojomatics, tanto per rimanere in Veneto. Solo due musicisti per riempire un palco di suoni, per creare un sound pieno e travolgente. E anche Lorenzo Petri e Nicola Zanetti, rispettivamente chitarra e batteria de Gli Sportivi, sembrano aver appreso la lezione impartita da questi anni zero. A suo modo, il duo trevigiano ha cercato di spiegarlo con Black Sheep, il proprio album d’esordio, registrato, ovviamente in analogico, per Flue Records: un tuffo nella materia grezza del rock’n’roll, una “scazzottata” con i tanti esponenti che hanno fatto la storia della musica. Una scarica adrenalinica capace di accendere la spia dei Calibro 35 (I’m a cop, Talking About), sporcarsi di quel garage frenetico con striature grunge che non passa mai di moda e placarsi solo di fronte ad una colata hard-blues che vuole rispondere con veemenza a Dan Auerbach e Patrick Carney (Gimme Gimme Your Hand e Commit Suicide). Dietro la musica, Gli Sportivi raccontano storie di “pecore nere”, di persone che non hanno saputo e voluto assaporare i rischi della vita, storie di emarginati, di vittime della società, di chiunque non sia mai riuscito a mettere al tappeto il proprio arbitro. E poco importa se manca l’osannato tormentone, perchè l’album, ad eccezione dell’incerta ed inflazionata How Does It Fell, scorre che è un piacere, lasciando ottimi margini di miglioramento a questo piccolo, ma intrigante progetto nostrano.

(08/12/2012)

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Davide Agazzi
Davide Agazzi

Giornalista pubblicista, scrive per La Repubblica e perde il suo tempo ascoltando dischi che agli altri non piacciono. Appassionato di distorsioni psichedeliche, contaminazioni balcaniche e vecchiume affogato nel whisky.