Gianmaria Testa – Vitamia

Scheda
Rispetto al genere
9.0


Rispetto alla carriera
8.0


Hype
7.0


Voto
8.0

8/ 10

di Eugenio Goria

Un disco che a buon diritto si è fatto aspettare. Gianmaria Testa si è preso tutto il tempo che gli serviva per la realizzazione di questo Vitamia, e ci si accorge subito che la scelta è stata vincente.

Apre il disco un buon singolo, Nuovo, che alla luce di altri lavori di Testa può sembrare leggermente convenzionale, ma è anche un brano dolce che trasporta al primo ascolto. Ritornano poi in questo lavoro temi molto frequenti nella musica del loro autore, come quello del viaggio, affrontato in tutte le sue sfumature, e già approfondito nel concept album Da questa parte del mare. Nascono così brani come Lasciami andare e come il piacevole ritratto di Lele, bello nella sua triste malinconia.

Sicuramente da apprezzare è il grande spessore della componente personale, intima e autobiografica di questi testi, che hanno il raro pregio di essere pensosi, quasi meditativi, ma senza peso: i pensieri si snocciolano uno dietro l’altro in un modo in tutto naturale dove non c’è traccia di affettazione. 18mila giorni è sicuramente il brano che deve essere ascoltato se si preferisce questo lato di Gianmaria Testa: 18 mila giorni sono i cinquant’anni della vita di un cantautore torinese, e il brano è tutto quanto dedicato alla sua Vitamia: riflessioni capaci di commuovere.

Si scopre poi una insospettata anima rock in alcuni brani, con intuizioni felicissime anche quando si tratta di far parlare la chitarra elettrica. Sottosopra è un brano che farebbe invidia a molti rockers di professione che ancora a 18 mila giorni non ci sono arrivati. Soprattutto è molto riuscita l’alternanza tra linguaggi e registri, tra elettrico e acustico, tra visioni oniriche come La giostra e i crudi racconti di povertà di Lele.Tra il sapore latino delle Dimestichezze d’amor e il sapore industriale di Sottosopra. Ce n’è veramente per tutti i gusti e anche di più: non è da tutti saper parlare di crisi, licenziamenti, immigrazione, e poi nello stesso disco passare con eleganza a raccontare se stessi, i propri sentimenti

(03/12/2011)

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Eugenio Goria
Eugenio Goria

Caporedattore. Scrivo di musica dal 2008 su riviste storiche come "Late for the sky" e "L'Isola". Nel 2010 sono entrato a far parte di Outsiders.

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