Geiom – Black Screen

Scheda
Rispetto al genere
7.5


Rispetto alla carriera
8.0


Hype
7.0


Voto
7.5

7.5/ 10

di Redazione

Essere cresciuto a forza di videogames, certe melodie devono essere rimaste evidentemente impresse nella mente di Kamal Joory, conosciuto ai più come Geiom, 10 anni di carriera alle spalle in cui ha sperimentato con IDM e più recentemente con dubstep e garage. Black Screen ci presenta il nuovo sound di Geiom, che sembra attingere in egual misura sia dal lato sperimentale che da quello più tipicamente dance del suo background. Il disco si sviluppa su un crescendo di ritmi, o meglio su di un tessuto aritmico, quasi ipnotico, che fa avvicinare queste composizioni a un territorio funky-house. Quello che Kamal ha ricreato è quanto di più calcolato e robotico il DJ abbia realizzato durante la sua carriera, se paragoniamo le sue composizioni precedenti dove era evidente un sound decisamente più fluido. Tutte le tracce di questo lavoro sembrano quasi caotiche ad un primo ascolto distratto, ma in realtà ogni strumento sembra compiere la sua funzione al momento giusto. Le composizioni sono generalmente molto complesse, ma se proviamo a spogliarle dei molti effetti meccanici e robotici mantengono un groove decisamente solido e ben costruito. Da notare nella tracklist la comparsa di alcune tracce caratterizzate dalla denominazione Hem, composizioni di progetti antecedenti che vengono qui utilizzate come interludi date le sonorità molto affini a quanto di nuovo Geiom ha qui realizzato. L’impressione è che Kamal Joory abbia voluto ricreare l’atmosfera di un DJ-set, in quanto ogni pezzo Dark Screen si fonde con il successivo e strumenti simili appaiono più di una canzone, quasi alla stregua di un concept album in salsa house. Il risultato senza dubbio risulta convincente e qualcosa che si discosta in maniera netta da quel sound dubstep attualmente così in voga e oramai snaturato della sua anima originaria.

(05/02/2013)

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