Four Tet – Beautiful Rewind

Scheda
Rispetto al genere
7.0


Rispetto alla carriera
6.5


Hype
7.5


Voto
7.0

7/ 10

di Manuel Polli

Di Four Tet negli ultimi tempi si è parlato tanto, tantissimo, ad ogni brano inedito o mixato ci si trovava tutti a sbranare il suo canale Soundcloud per saperne di più sullo stato creativo del Nostro, insieme alla sempre più costante presenza del coro di quelli che “Four Tet ha sfruttato le intuizioni di altri per sfondare ed ora si è pure ammosciato”. Che sia più o meno vero se ne potrebbe discutere, quello che però molti cinici detrattori faticano a menzionare, è l’importanza avuta dal buon Kieren nell’avvicinare, ai club o più semplicemente alla musica elettronica in generale, moltissimi giovani sparsi per tutto il mondo, incuriositi dal suo groove solare ed elegante.
Una carriera ormai quindicennale alle spalle, dagli album-bomba a cavallo del duemila (Pause e Rounds su tutti), ai remix per gente del calibro di Radiohead e The XX, senza dimenticare la  lista delle collaborazioni che vede, tra gli altri, sua maestà Burial, Kieren Hebden giunge con questo Beatiful Rewind al sesto LP di soli inediti e, da quel There Is Love In You targato 2010, qualcosa è cambiato.
Mattew Cooper, già ideatore di artwork per McCartney e Artic Monkeys, per il disco in questione potrebbe aver ricevuto un’unica direttiva: “la luce c’è ancora, bisogna capire però che c’è anche dell’altro”. Il significato di quella sfera cupa in copertina è presto svelato e la opening track ne è l’esempio lampante: i sample vocali di Gong non sono più “echi angelici” ma richiami confusi intessuti in una trama a metà strada tra il Burial di Untrue e l’ultima jungle futurista di Machinedrum. Gioca le sue carte a viso aperto Kieren, senza facili giochini esplora i territori intelligenti di Ba Teaches Yoga, il tribal spezzato di Aerial e la sfacciataggine in 4/4 di Buchla e Fool Fm (quest’ultimo chiaro riferimento alla leggendaria emittente radio londinese Rinse FM, mezzo fondamentale per la diffusione della techno underground in UK ma non solo).
Questo Beatiful Rewind ci consegna un Four Tet in evoluzione, di certo non fermo sulle sonorità che lo hanno reso famoso ed evidentemente influenzato dalla scena elettronica che lo circonda e che viaggia a mille all’ora. Non sarà l’album dell’anno ma è la chiara prova che Kieran ha ancora voglia di mettersi in gioco e che,  se puntualmente è figura di riferimento nei migliori festival sparsi nel mondo (non ultimo il Club To Club di Torino quest’anno), un po’ di talento deve pur averlo.

(05/11/2013)

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Manuel Polli