Fluon – Futura Resistenza

Scheda
Rispetto al genere
7.5


Rispetto alla carriera
7.5


Hype
7.5


Voto
7.5

7.5/ 10

di Simone Picchi

Fluon_ph_Sergione_Infuso-2Conclusa definitivamente l’avventura dei Bluvertigo, nonostante una reunion di qualche anno fa (da sincera rimpatriata tra ex compagni trasformata in marchetta pro Morgan), il buon Andy – al secolo Andrea Fumagalli – emisfero cerebrale sinistro della band torna in scena con la nuova creatura Fluon, in un progetto non solo musicale, ma artistico a tutti gli effetti. Da molti anni attivo nella pittura e nel design, ospite in varie collaborazioni musicali non ha mai abbandonato la carriera musicale in attesa di tempi maturi per tornare on stage sotto nuove vesti. Affiancato dal chitarrista Fabio Mittino (scuola King Crimson e prog), da Faber ai synth (scuola Kraftwerk e krautrock) e con la collaborazione di Luca Urbani dei Soerba, nel giro di poco tempo pubblica il singolo Naked e il riarrangiamento di Polvere, vecchio successo di Enrico Ruggeri, incluso in una compilation-tributo al cantante milanese da parte della scena underground italiana (tra i vari Marta Sui Tubi, Dente, Bugo, Africa Unite e tanti altri…).
La matrice elettronica che ha caratterizzato l’ultima parte dell’avventura Bluvertigo è la pianta stabile sulla quale è costruito questo Futura Resistenza, come dimostra l’opener Evoluzione, anima artificiale ricamata da chitarre che danno forma e sostanza. Il singolo Il Nuovo che Avanza e la minimale Dove Si Comincia insieme alla traccia iniziale sono il punto di congiunzione con la produzione passata, senza plagiarla o emularla ma arricchendola di nuova energia. Tracce di un Battiato moderno nella visionaria L’assassino è Il Maggiordomo, Cadere a Terra ricorda da vicino il materiale dei Subsonica, sono solo alcune delle influenze che si notano durante l’ascolto, dove trova spazio “l’intimità umana” in Tutto Torna, brano new wave dalle tinte dark e la conclusiva Buio, ballad appassionata tra pianoforte, chitarra e sax che ci consegna un Andy a suo agio nelle vesti di cantante accorato.
Futura Resistenza con i suoi testi ermetici ma incisivi e un sound costruito alla perfezione sulla silhouette del suo leader stupisce per la sua concreta freschezza nonostante rimandi a scene musicali lontane. Per chi avesse dubitato delle capacità dell’artista monzese, con questo lavoro vede allontanarsi ogni dubbio. Da sempre oscurato dal più carismatico (in apparenza) Morgan vede finalmente concretizzarsi anni ed anni di meriti non riconosciuti nelle produzioni della band. Fedele agli elementi che lo hanno forgiato come musicista riesce a distanziarsi dalla sua esperienza musicale passata per incamminarsi in modo eccellente in una nuova carriera che sa di rinascita. Come un regista alle prese con il primo ciak: buona la prima!

 

(05/03/2014)

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Simone Picchi

Studente di Scienze politiche a Messina, collaboratore recensore/reporter/intervistatore/factotum.