Flo Rida – Wild Ones

Scheda
Rispetto al genere
6.0


Rispetto alla carriera
6.0


Hype
6.0


Voto
6.0

6/ 10

di Mar. Val.

Diciamolo subito: l’originalità non è prerogativa di Flo Rida, il quale, da sempre, sembra preoccuparsi più di salire in cima alle classifiche, invece che acquisire una vera e propria identità musicale. A riprova di quanto detto, arriva il suo quarto lavoro, Wild Ones, capace di affossare le speranze di chi si aspettava qualcosa di diverso dal solito.
In un disco prevalentemente electro rap , con qualche stralcio di pop, Flo Rida, indiscusso maestro della “hit facile”, tenta di fare faville, proprio come in “R.O.O.T.S.”, continuando la tiritera: basi potenti e curate, flow monocorde e rime impudiche. La formula funziona nella misura in cui al rapper americano non si chieda di più di questo: un condensato di sonorità ballabili in stretta sinergia con la propria fan base.
L’inizio del full length, sentite Whistle, la stroboscopica Wild Ones e Let It Roll, pur senza essere eccelso, pare quanto mai promettente, ma è solo un attimo. Già dalla quarta traccia, Good Feeling (un omaggio a Etta James, cui prima aveva pensato Avicii),  si capisce che il possente statunitense non ha nessun imbarazzo a abusare di campionamenti vari e idee altrui, all’insegna di enormi trovate commerciali (ad esempio,”Wild One Two” e la canzone successiva, “In My Mind Part 2”). Si arriva, così, all’orecchiabile e trascinante Sweet Spot, impreziosita dalla presenza di Jennifer Lopez. Il picco qualitativo è Thinking Of You, dove un Flo Rida in grande spolvero dimostra che, se vuole, tecnicamente ci sa fare. Con Cry, riesumata da “Piano In The Dark” di Brenda Russel, si ritorna alle mitragliate precedenti. Il punto più basso del disco arriva nel finale attraverso Run, composta da metà degli LMFAO, riecheggiante alcuni pezzi di Javi Mula.
In Conclusione, Wild Ones non è il massimo dell’innovazione, anzi proprio per niente. Ma per ballare e divertirsi va bene comunque.

(27/06/2012)

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Mar. Val.
Mar. Val.

Redattore. Studente di Sociologia all'Università di Torino. Contatti: marcovalzano@outsidersmusica.it