Fiorella Mannoia – Sud

Scheda
Rispetto al genere
8.0


Rispetto alla carriera
8.0


Hype
7.0


Voto
7.7

7.7/ 10

di Eugenio Goria

Dodici tracce per raccontare un Sud diverso. Fiorella Mannoia torna sugli scaffali dei negozi con un nuovo lavoro, che come un concept album d’altri tempi segue un unico filo conduttore, quello del rapporto di amore odio che non si può non provare verso una realtà come quella del sud Italia. Pur essendo ispirato per gran parte a Terroni, di Pino Aprile, il nuovo album di Fiorella Mannoia non è soltanto una riflessione sull’Italia: Sud diventa l’occasione per parlare, in un ventaglio di musiche esotiche, della difficile situazione di tutto quanto l’ affamato sud del mondo.

Come la migliore Fiorella Mannoia, la cantante romana torna qui a proporre il suo viaggio musicale tra tradizioni di paesi lontani, in cui riesce a inserirsi alla perfezione una voce calda e molto energica che riesce ancora a coinvolgere gli ascoltatori. Esplorare il sud, non solo d’Italia ma del mondo, significa anche fare propri i suoi colori, i suoi profumi e i suoi suoni, ed effettivamente c’è molto di Africa in questo disco, che inizia proprio con un brano fortemente africaneggiante come Quando l’angelo vola, dedicato al presidenze del Burkina Faso Thomas Sankara, assassinato nel 1987.

Non mancano però nemmeno brani più italiani, in cui a prevalere è lo stile inconfondibile della Mannoia, che per quanto suoni leggermente già sentito, fa sempre la sua figura: Io non ho paura è il primo singolo estratto dall’album ed è piuttosto in linea con altri validi lavori del passato. Un approccio melodico di buona qualità che non ha il trasporto dei brani più esotici e ricercati, ma è più che dignitoso per la radio, e dà ancora filo da torcere a molte cantanti della nuova generazione.

Ma è decisamente la scelta di contaminare i generi a rendere il disco davvero particolare. Musiche di autori del calibro di Ivano Fossati si accompagnano a cori dal sapore africano, suggestioni misolidie e a una stupenda Vuelvo al Sur adattata nientemeno che da Astor Piazzolla. Convivere in particolare ricorda molto vividamente i suoni di uno riuscitissimo Onda Tropicale di un po’di anni fa e testimonia la notevole versatilità di una cantante in grado di realizzare brani molto neutri in grado di soddisfare il grande pubblico, ma anche perle come questa, emozionali ed emozionanti, mai banali. Portami via è un pezzo sicuramente non di facile ascolto, ma è ben scritto e ben cantato e ha il peso e la gravità che si addicono ai temi affrontati in tutto quanto il disco.

Stupisce un po’trovare una collaborazione con Frankie Hi-Nrg, in cui  scopriamo la Mannoia in una veste decisamente nuova e insolita che non le calza nemmeno troppo bene, anche se il pezzo bisogna ammettere che è ben scritto. Non è semplicemente quella del rap la strada da tentare per convincere di più, e sarebbe forse il caso di proporre più brani come Vuelvo al Sur se si vuole veramente fare la differenza, piuttosto che scegliersi un genere che non mette per nulla in risalto le doti di un’ottima voce. Eccezionale invece la scelta del napoletano in Quanne vuo bene, regalata direttamente dalla famiglia De Filippo.

Un buon disco dunque, con qualche pecca qua e là dettata dal fatto che l’uditorio è abituato a una certa Fiorella Mannoia e difficilmente accetterebbe qualcosa di più sperimentale. Ma tanta esperienza riesce a sintetizzare i due approcci in un disco abbastanza omogeneo, non solo per i temi che affronta, ma anche per le caratteristiche formali dei brani. Ottima la prestazione dei musicisti: la gestione dei backing vocals, un grande gusto negli arrangiamenti e molti musicisti di livello riescono a far respirare l’aria calda e pesante del sud.

(28/01/2012)

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Eugenio Goria
Eugenio Goria

Caporedattore. Scrivo di musica dal 2008 su riviste storiche come "Late for the sky" e "L'Isola". Nel 2010 sono entrato a far parte di Outsiders.

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