Femi Kuti – No Place For My Dream

Scheda
Rispetto al genere
7.0


Rispetto alla carriera
7.0


Hype
8.0


Voto
7.3

7.3/ 10

di Max Sannella

E proprio in questi afosi giorni d’agosto, il nuovo e refrigerante mondo afrobeat del nigeriano Femi Kuti, rampollo dell’ancor più famoso padre Fela, No Place For My Dream, giunge come una ventata fresca e propiziatoria dei ritmi e delle atmosfere inafferrabili world; un livello artistico, quello di Femi, raggiunto in quasi venticinque anni di carriera passati a far ballare e a “distribuire coscienze” in tutto il mondo, contaminando e ibridando suoni, percussionisti, latin, dance e tutta la spiritualità nigger in un mix di potenzialità e innesti da far paura.
Un festoso “carnival” che l’artista correda e gestisce con intrusioni anche di jazz, soul e funky, tracce che oltre a disinibire il corpo e le sue resistenze, referenziano un alto tasso di libertà espressiva, un raffinato ed avanguardistico meltin che appassiona e sviluppa ricorsi odierni con la moderna fusion e li rotola nella tradizione che riaccende man mano che un suo disco è pronto per solcare il globo e dove possiede – addirittura – l’affinità armonica di un dolce e moderno voodoo di estasi magiche e accattivanti “presagi”; la musica espressionista di Kuti si è sempre avvalsa di una spiccata abilità nel riadattare e “confondere” un certo popular move e rimetterlo in circolo e in curve temporali, sbalzi percettivi ed umorali che nobilitano la musica world, in poche parole il giusto equilibrio di riverberi, pulsioni e colori d’Africa che mai si possa incontrare.
Fiati No place for my place, Action time, Carry on pushing on, chitarre danzanti The world is changing, drums pazzi di funk One man show, strumenti etnici e voci ispiratissime fanno la parte del leone in questa tracklist fibrillante e armoniosa, e se poi la stupenda e jazzly This is only the beginning è messa in continuità con la resistenza selvaggia di Wey our money, tutto quello che si può chiedere ad un disco afrobeat è cosa per pochi, forse per rari.
Femi Kuti torna in forma smagliante, e con lui l’onda travolgente della sua musica per intenditori e per cacciatori di suoni che non invecchiano mai, anzi, ogni qualvolta che si risentono, non fanno altro che “insegnare ulteriormente” che Madre Africa è la Madre artistica di tutto, inutile girarci intorno.

(13/08/2013)

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Max Sannella
Max Sannella

Redattore.Parolaio e giornalista da 20 anni, tra note e distorsori, con l'Umbria come terra e la musica come amante.